Una barriera di cinque km impedisce che le acque contaminate della falda acquifera si possano gettare in mare inquinando altre acque della costa.
Le acque sbarrate e convogliate in pipe-lines seguono un percorso di ripulitura e di reimmissione nel processo produttivo
600 mila ore lavorative distribuite in 28 mesi, 50 mila tonnellate di terreno rimosso e bonificato dall’arsenico, su un’area di 20 mila metri quadri con un costo di 180 milioni di euro sono le componenti essenziali dell’impianto TAF (trattamento delle acque di falda) di Priolo, che andrà a pieno regime fra qualche mese (600 metri cubi l’ora).
L’impianto, chè un investimento di Syndial del gruppo ENI, è stato inaugurato ieri alla presenza del Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, dell’Assessore regionale all’Ambiente Gianmaria Sparma, del Presidente della Provincia Nicola Bono, e del Sindaco di Priolo Antonello Rizza.
Per la Syndal erano presenti il suo Presidente, Leonardo Bellodi, e l’Amministratore Delegato Alberto Chiarini.
Tra le pieghe dei discorsi di rito, inframezzati dai ringraziamenti e saluti, sono emersi i problemi reali sollevati principalmete dai due amministratori locali: il Sindaco di Priolo Rizza ed il Presidente della Provincia Bono.
L’impianto TAF (trattamento delle acque di falda) comporta la riipulitura dell’acqua inquinata ed il suo riutilizzo nei proccessi produttivi allegerendo il sovrrasfruttamento della falda acquifera che serve il comune di Priolo. E parliamo di cifre che si attestano sui 43 milioni di metri cubi all’anno.
La bonifica del sito comporta inoltre la possibilità di reinvestire sul terreno bonificato.
“E’ una bestialità senza precedenti – ha colto l’occasione per affermare il Sindaco Rizza – passare dal petrolchimico all’energetico” riferendosi alla questione del rigassificatore mentre la preoccupazione del Presidente Bono è che questi terreni, donati all’industria alla fine degli anni ’50, possano oggi essere venduti a prezzi di mercato, anzichè essere oggetto di nuovi investimenti come la filiera agroalimentare per la produzione dei biocarburanti di origine vegetale.
E il Ministro Prestigiacomo ha concluso con un accordo, formalizzato la stretta di mano, con il presidente della Syndial che ha pubblicamente promesso l’adesione della Società all’accordo di programma (interventi di bonifica effettuati dalla parte pubblica con il contributo in “sanatoria” delle società private)
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