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Processo Ias: a Siracusa la prima udienza di appello sul distacco delle industrie dal depuratore

Ieri hanno parlato le difese di Versalis, Sonatrach e Sasol. Prossime tappe il 13 ottobre (Isab) e il 18 novembre (Procura)

L'impianto Ias di Priolo

Si è aperto ieri al Tribunale di Siracusa il primo appello sul caso Ias, relativo all’ordine di distacco rivolto ai grandi utenti industriali del polo petrolchimico dal depuratore consortile di Priolo. Si tratta del cosiddetto “decreto bilanciamento”.

In aula hanno preso la parola gli avvocati di Versalis, Sonatrach e Sasol, che hanno illustrato le rispettive posizioni difensive contro il provvedimento di distacco. L’udienza ha visto anche la presenza della Procura della Repubblica di Siracusa, rappresentata dal Procuratore capo Sabrina Gambino e da due dei tre pubblici ministeri titolari dell’inchiesta, Salvatore Grillo e Marco Dragonetti (mentre il collega Tommaso Pagano era impegnato in altra udienza).

La vicenda si inserisce nella complessa cornice del cosiddetto “decreto bilanciamento”, la norma che consentiva ai giudici di valutare, in caso di sequestro di impianti strategici, un bilanciamento tra interessi ambientali, sanitari e occupazionali. La Consulta, con la sentenza 38/2025, ha riportato la competenza sugli appelli da Roma a Siracusa, segnando così il ritorno del procedimento davanti ai giudici locali.

Il calendario delle udienze prevede ora due nuovi passaggi chiave: il 13 ottobre interverranno le difese di Isab, altro grande utente del depuratore, mentre il 18 novembre sarà la volta della Procura di Siracusa, che formulerà le proprie conclusioni.

Parallelamente, resta aperto anche il procedimento penale per disastro ambientale, con un incidente probatorio in corso in altro filone del processo.

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Tribunale

Quello che riguarda il depuratore IAS e che la Consulta ha “bocciato” in parte, è proprio il cosiddetto “decreto bilanciamento” (parte del “decreto Priolo”).

In sintesi, il Governo aveva introdotto una norma speciale per gli impianti di interesse strategico nazionale sottoposti a sequestro e stabiliva che, in caso di sequestro preventivo, il giudice potesse autorizzare la prosecuzione dell’attività dell’impianto sulla base di un bilanciamento tra interessi ambientali, sanitari, produttivi e occupazionali. Se il giudice avesse negato la prosecuzione, il ricorso non andava al Tribunale competente per territorio (nel caso di Ias a Siracusa), ma al Tribunale di Roma. La Consulta, però, ha dichiarato incostituzionale proprio questa parte: non è giustificato attribuire a Roma la competenza solo per i provvedimenti negativi, perché vìola il principio del giudice naturale precostituito per legge. È dunque rimasto in piedi l’istituto del bilanciamento (il giudice può pesare esigenze diverse e autorizzare comunque l’impianto), ma le impugnazioni tornano davanti ai giudici territoriali. Ecco perché il caso Ias è dibattuto a Siracusa e non a Roma.


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