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Protestano i lavoratori della mensa scolastica a Floridia

Sono più di sei mesi che le lavoratrici non percepiscono la retribuzione

In occasione della mobilitazione nazionale degli addetti ai servizi di mensa e pulizia scolastiche e aziendali, la Filcams Cgil è in piazza del Popolo a Floridia, al fianco delle lavoratrici addette ai servizi di refezione scolastica delle scuole dell’infanzia degli istituti comprensivi del Comune di Floridia, per sostenere la loro battaglia sindacale visto che le scelte del commissario straordinario hanno determinato una lontananza dal posto di lavoro da troppo tempo.

Il servizio in questione è stato sospeso dal commissario Cocco ben prima dell’emergenza Covid: nel novembre scorso, subito dopo l’uscita di scena dell’ex sindaco Limoli. In riferimento alla mancata proroga dell’appalto, che ha avuto un impatto diretto non solo sulle lavoratrici ma anche sulle famiglie, la Filcams Cgil provinciale di Siracusa il 22 novembre 2019 ha chiesto un incontro formale al commissario, senza ottenere alcuna risposta.

Sono più di sei mesi che le lavoratrici non percepiscono la retribuzione dalla Innova S.p.A. (affidataria del servizio) e “il commissario non ha mostrato alcuna sensibilità circa le ricadute salariali e occupazionali legate all’interruzione del servizio di refezione scolastica – si legge in un nota della segreteria del sindacato – Inoltre, vista la tempistica della sospensione del servizio, le lavoratrici oltre al danno hanno subito anche la beffa, consistente nel non poter accedere a nessuna delle misure di protezione sociale e salariale adottate dal governo per mitigare gli effetti negativi correlati all’emergenza sanitaria. Nonostante l’inspiegabile silenzio, restiamo aperti al dialogo e al confronto con il Commissario Cocco, dal quale, in vista del nuovo anno scolastico, pretendiamo di ripristinare il servizio di refezione scolastica per le scuole dell’infanzia tramite la proroga dell’affidamento, affinché anche queste lavoratrici possano riacquisire dignità lavorativa e sociale e tornare così a sentirsi nuovamente parte attiva della comunità”.


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