Con una nota il consigliere provinciale Carmelo Spataro accende i riflettori sulle condizioni dell’area archeologica di Pantalica e sulla sua gestione:
“Il sito archeologico di Pantalica e la Valle dell’Anapo hanno tutte le potenzialità per essere il vero fiore all’occhiello del sistema turistico della nostra provincia. Non a caso questi due siti sono stati determinanti per il riconoscimento del titolo Patrimonio dell’Umanità. Cosa fare per conservare questo riconoscimento? Chi dovrebbe tutelarlo? Come conciliare la riserva naturale e la tutela della flora e della fauna con la legittima aspettativa dei territori perché questo patrimonio si traduca in un volano di sviluppo? Fino ad ora solo confusione e nessun risultato.
Da un lato la Provincia insiste in una idea balorda e ridicola del project financing sulla Valle, dall’altro gli enti gestori e competenti (Azienda Forestale e Sovrintendenza) non svolgono un ruolo adeguato alle aspettative. La vicenda assurda della Necropoli di Pantalica che rischia di scomparire perchè migliaia di grotte sono coperte dalla vegetazione ne è l’esempio più inverosimile. Portare a giustificazione di tale situazione la difficoltà della pulizia delle tombe e la priorità della fioritura delle orchidee sulla esistenza della stessa necropoli è inaccettabile.
Sostenere poi a giustificazione di tale idea il fatto che i popoli antichi vollero che tale grotte fossero inaccessibili e dunque potrebbero anche sparire alla vista dell’uomo è come sostenere che per lo stesso motivo nessun diserbo controllato sulla valle e su Pantalica dovrebbe essere fatto. Cosa fanno allora centinaia di operai forestali all’interno della valle e di Pantalica? Bisogna utilizzare metodologie compatibili con la peculiarità della riserva?
Bene, ma sostenere che dovremo rassegnarci alla scomparsa delle 5000 tombe perché il diserbo delle stesse è difficile o incompatibile con le caratteristiche naturalistiche della Valle è assurdo e non lo accetteremo mai. Anzi esigiamo risposte”.
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