Il capogruppo dell’Udc al consiglio provinciale di Siracusa Nunzio Dolce, prende posizione sulla situazione di stasi amministrativa che imperversa nell’Ente Provincia.
“Questa Provincia è ormai alla paralisi amministrativa da diversi mesi – scrive Dolce – il Presidente Bono non convoca una Giunta non si sa da quanti mesi, i vari settori dell’Ente sono fermi con funzionari e dirigenti che a causa della stasi dell’esecutivo sono costretti a giurarsi i pollici. Siamo, ancora, in attesa della nomina del direttore generale, una figura fondamentale e strategica, per amalgamare i rapporti fra il Consiglio e la Giunta e ottimizzare le risorse interne. Il presidente della Provincia, sta disertando troppi incontri di carattere politico e amministrativo. Colpevole è stata l’assenza dell’on. Bono dalla riunione di consiglio provinciale in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione 2010; ingiustificato e ingiustificabile l’atteggiamento di Bono che prima della discussione del Bilancio non ha sentito il bisogno di incontrare i capigruppo di maggioranza ma anche della opposizione. Di fronte ad una crisi come quella che stiamo vivendo le logiche di schieramento devono lasciare il passo alle esigenze della collettività”.
Dolce, poi, parla delle assenze del presidente Bono ad alcuni incontri importanti per il territorio, come quelli convocati nei giorni scorsi sia dalla Camera di Commercio che da altri enti: “Non capisco perchè il Presidente Bono, non abbia preso parte al convegno sul DDL intercettazioni, organizzato dalla Provincia. Anche se era impegnato in altre iniziative altrettanto importanti, avrebbe potuto delegare un componente della Giunta, così come ha fatto per altre iniziative anche meno importanti”.
“Se il presidente si è stancato del ruolo – conclude Dolce – lo dica, ci rendiamo conto che amministrare un ente come la Provincia non è facile, si torni a dare voce agli elettori, altrimenti occorre un sussulto di orgoglio da parte di tutti per rimette in molto questo ente che può essere la sintesi migliore per avviare una nuova fase di sviluppo in questo territorio che sta vivendo il momento peggiore degli effetti della crisi economica mondiale”.
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