Nella mattinata di ieri la speciale Commissione istituita in seno al Consiglio provinciale di Siracusa per verificare le condizioni di vita nelle carceri della provincia, presieduta dal consigliere Carmelo Spataro, ha effettuato la sua seconda visita all’Istituto penitenziario di Noto, dopo aver effettuato un sopralluogo al carcere di Brucoli, mentre è in programma una visita alla Casa Circondariale di Cavadonna.
La Commissione, composta oltre che da Spataro dai consiglieri Liddo Schiavo, Niky Paci, Gaetano Amenta e Corrado Calvo, con il presidente del consiglio provinciale Michele Mangiafico, è stata ricevuta dalla direttrice dell’istituto, dott.ssa Angela Lanteri, che ha accompagnato la delegazione nelle varie aree del penitenziario. In una sezione del carcere netino si trova tra l’altro la cella in cui fu rinchiuso all’inizio del secolo scorso Alessandro Serenelli, che espiava la sua pena per aver ucciso Santa Maria Goretti.
“Abbiamo trovato una struttura – ha detto il presidente della commissione Spataro – che ci è subito sembrata diversa da quella di Brucoli. Innanzitutto da evidenziare che ben 110 detenuti su 250 presenti sono impegnati in attività lavorative retribuite che rappresentano la vera condizione di dignità seppur in assenza di libertà. L’istituito, ben più antico di quello di Brucoli, è stato ben ristrutturato dopo il terremoto del 1990, presenta celle più vivibili, pur permanendo condizioni di sovraffollamento (250 presenti su una ricettività ottimale di 180). Come anche il personale di custodia è sottodimensionato poiché a fronte di un organico di 169 unità ve ne sono in servizio , mediamente fra 60 e 70 unità”.
“Dopo l’ultima visita a Cavadonna – ha aggiunto Spataro – prepareremo una relazione che sarà presentata nel corso di una seduta pubblica di approfondimento della problematica e nella quale avanzeremo proposte per interventi dell’Ente Provincia e del territorio in particolare per azioni finalizzate al lavoro e al reinserimento sociale. Anche il servizio sanitario interno ci ha dato una buona impressione. Nei prossimi giorni, come da programma, incontreremo le organizzazioni sindacali degli agenti di custodia“.
Per il presidente del consiglio Mangiafico la visita alla casa circondariale di Noto ha messo in luce un’altra faccia della vita nelle carceri: le officine industriali attrezzate per la lavorazione del ferro, del legno e della tela che danno lavoro a circa un centinaio di detenuti. A detta di Mangiafico inoltre, pur non sottraendosi alle più generali problematiche del sovraffollamento e della carenza di organico, Noto può rappresentare un punto di riferimento quanto a condizioni di vita del detenuto e azione di rieducazione e reinserimento sociale per l’intera situazione carceraria italiana, dimostrando che il problema non è semplicisticamente costruire nuove strutture ma anche come agire sul detenuto.
“Siamo grati al personale che opera nella struttura – ha concluso il presidente dell’assemblea provinciale – per averci messo in condizione nel giro di qualche ora di visitare l’intera casa circondariale in tutte le sue parti”.
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