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Politica Affondo di Sara Zappulla (PD)

Qualità della vita, Siracusa nelle retrovie: “La città-vetrina che ha dimenticato chi ci vive”

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Il consigliere comunale Pd, Sara Zappulla

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Il Sole 24 Ore, nella sesta edizione degli indici generazionali sulla qualità della vita, ha analizzato 60 indicatori territoriali, 20 per bambini, 20 per giovani e 20 per anziani, misurando servizi, opportunità, condizioni di vita, prossimità e risposte dei territori ai bisogni delle diverse fasce d’età. Siracusa si colloca nelle retrovie: 95ª per i bambini, 100ª per i giovani, 74ª per gli anziani. E il dato complessivo è ancora più pesante: la provincia di Siracusa è 106ª su 107 province, penultima in Italia.

Per il consigliere comunale del PD, Sara Zappulla, gli ultimi dati sulla qualità della vita non sono solo una classifica. “Sono uno specchio – dice -. E quello specchio ci restituisce l’immagine di una città che da troppo tempo ha smesso di chiedersi cosa voglia diventare. Ma il punto non è soltanto la posizione in classifica. Il punto è cosa quella classifica racconta. Siracusa non è una città per chi lavora, non è una città per le donne, per gli uomini, per i giovani, per gli anziani, per i bambini e per le famiglie. È una città che può apparire bella a chi la attraversa, a chi la visita per pochi giorni, a chi la guarda da fuori. Ma è sempre meno una città capace di offrire una dimensione di vita a chi vorrebbe restare, crescere, lavorare, costruire una famiglia, invecchiare con dignità. A diciott’anni  – prosegue – ci si annoia e si immagina di andare via. A settant’anni si cerca un modo per sopravvivere in una città in cui non esiste più un sistema di welfare strutturato, capace di sostenere chi è fragile, chi è solo, chi ha figli o vorrebbe averli, chi avrebbe bisogno di trovare nel pubblico un aiuto e non l’ennesima complicazione.”

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Per la Zappulla ciò che maggiormente è mancato in questi anni è la visione, oltre a una cabina di regia capace di tenere insieme welfare, scuola, lavoro, quartieri, mobilità, commercio, cultura, sicurezza urbana e servizi sociali. “È mancata l’idea stessa di comunità – prosegue il consigliere PD -: una comunità umana, educante, solidale, capace di accompagnare chi cresce, chi resta, chi lavora, chi invecchia. Al suo posto si è costruita una città-vetrina: utile per chi arriva e riparte, sempre meno vivibile per chi rimane. Una città fatta di annunci e grandi eventi, cantieri spesso non sicuri e progetti senza una strategia. Nessuno può negare che il turismo sia una risorsa, ma una città non può essere pensata solo per chi la consuma in pochi giorni. Una città deve anche ragionare sul tipo di turismo che vuole mettere in campo e sul tipo di attività culturali che riesce a proporre ai turisti e ai suoi residenti.”

Riferimento ai quartieri, che a detta della Zappulla restano abbandonati. “Le periferie diventano periferie di sé stesse – dice ancora -, gli assi commerciali si spengono, i negozi chiudono, le famiglie fanno sempre più fatica, i giovani non trovano opportunità, gli anziani non trovano reti di prossimità, i bambini non trovano una città pensata anche per loro. In questo quadro, candidarsi a capitale del mare, della cultura o di qualsiasi altra cosa rischia di restare soltanto un canto delle sirene a cui nessuno crede più. Oggi Siracusa appare come una città senza bussola, lasciata troppo spesso allo sbaraglio da una politica che ha amministrato l’esistente senza costruire un orizzonte.”

Siracusa è ancora una città per chi la vive, si domanda la Zappulla. “La risposta è semplice e scontata – conclude -, perché una città che non è per i bambini, non è per i giovani, non è per gli anziani, non è per chi lavora e non è per le famiglie, alla fine rischia di non essere più una città per nessuno”.

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Giulio Perotti

Giulio Perotti

Giornalista pubblicista dal 2016 e veterano della redazione, dove scrive dal 2011: sport, cronaca, politica locale e ambiente. Consigliere nazionale Fnsi e delegato Assostampa Sicilia, è la memoria storica del giornale.

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