Si rafforza il modello del Job Day promosso dal Comune di Siracusa, che alla sua quarta edizione conferma una doppia vocazione: creare occasioni immediate di inserimento lavorativo e costruire un ponte stabile tra formazione, imprese e territorio.
Tra i partner dell’iniziativa anche CNA, con il segretario provinciale Gianpaolo Miceli che ha sottolineato il valore strutturale dell’evento, ben oltre la semplice giornata di recruiting.
“Può sembrare un momento semplice, quasi scontato, ma non lo è affatto – spiega Miceli – perché mette in connessione posizioni che le aziende faticano a coprire con competenze che spesso esistono ma non riescono a intercettare il sistema produttivo. È un tema che denunciamo da anni: migliaia di posizioni restano aperte, non soltanto nel turismo ma anche nell’artigianato e nei servizi. Occasioni come questa servono esattamente a colmare quel divario”.
Miceli insiste sul fatto che il Job Day svolge una funzione di “facilitazione” spesso sottovalutata: “Dietro un evento apparentemente semplice c’è un lavoro complesso di raccordo. E sappiamo che dalla giornata di oggi potranno nascere anche contratti concreti. Questo significa trasformare un momento di orientamento in opportunità reali”.
Un passaggio che, secondo il segretario di CNA, oggi passa sempre meno soltanto dai titoli e sempre di più dalle cosiddette soft skills. “Le competenze tecniche contano, certo, ma sempre più decisivo è ciò che chiamiamo competenze leggere: dedizione, affidabilità, voglia di imparare, capacità relazionali. Nella nostra esperienza nelle politiche attive del lavoro, spesso è proprio chi possiede queste qualità a costruire percorsi stabili, persino a tempo indeterminato”.
Non solo. Per Miceli iniziative come questa servono anche a trattenere talenti: “Molti ragazzi finiscono gli studi senza conoscere davvero il tessuto produttivo che li circonda. Sapere che qui esistono aziende, opportunità, carriere possibili, può persino cambiare il modo in cui affrontano gli ultimi anni di studio. E può aiutarli a immaginare un futuro qui, senza pensare automaticamente di dover andare via”.
Tra le aziende presenti anche il ristorante stellato Cortile Spirito Santo. Il restaurant manager Raffaele Condò ha raccontato come il Job Day abbia già prodotto assunzioni concrete negli anni passati. “Per noi è un appuntamento importante perché in passato, proprio qui, abbiamo incontrato persone che oggi fanno ancora parte del nostro staff. Siamo sempre alla ricerca di nuovi profili da inserire, soprattutto in vista della stagione estiva, ma il punto per noi non è soltanto cercare personale: è trovare persone da formare e far crescere”.
Alla base della selezione, spiega Condò, non ci sono soltanto competenze tecniche. “La prima qualità che cerchiamo è l’aspetto umano. Prima di tutto vengono passione, disponibilità, amore per questo lavoro. Il resto si impara. In questo mestiere non si smette mai di crescere, nemmeno per chi lo fa da anni. Chi arriva con entusiasmo e voglia di mettersi in gioco ha già una base straordinaria”.
Stessa linea da Minareto, presente con diverse posizioni aperte. Serena Aiello, responsabile commerciale, individua nel desiderio di crescita il primo requisito. “La qualità principale che cerchiamo è la fame di imparare. In strutture come la nostra, ma ormai in molte realtà di Siracusa, si può entrare con un ruolo e crescere nel tempo. Se c’è curiosità, ambizione e disponibilità a formarsi, si può costruire un percorso”.
Aiello evidenzia anche un cambiamento nel clima della manifestazione: “Quest’anno si percepisce un’energia diversa, più fresca, più interessata. Si vede nei giovani ma anche in chi decide di rimettersi in gioco”.
Accanto al matching tra imprese e candidati, il Job Day conferma anche una dimensione inclusiva. Lo evidenzia Sabrina Infanti della cooperativa Passwork. “Sta andando molto bene – spiega – e per noi, che siamo presenti da tutte e quattro le edizioni, si conferma un luogo importante di intercettazione. Non solo per chi cerca lavoro in senso tradizionale, ma anche per persone vulnerabili, iscritti al collocamento mirato, soggetti che spesso restano ai margini”.
Un aspetto che rende l’iniziativa qualcosa di più di una semplice fiera del lavoro. “Molte persone che oggi si sono avvicinate forse senza questa occasione non avrebbero avuto accesso alle informazioni o alle misure che possono sostenerle. Per questo il Job Day ha un valore sociale oltre che occupazionale”.
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