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Quasi 3 milioni di euro di disavanzo: Buscemi delibera il dissesto finanziario

Le tasse saranno portate al massimo, anche se sono già quasi al limite. L’Imu passerà dal 9,80 per mille al 10,60 per mille; l’addizionale dallo 0,7% allo 0,8%, saranno tagliate tutte le spese non essenziali e sarà impossibile stipulare nuovi mutui e fare assunzioni

Mercoledì scorso il Consiglio comunale, dopo aver approvato il conto consuntivo per la gestione 2018, ha deliberato il dissesto finanziario del Comune di Buscemi su proposta della responsabile dei servizi Finanziari per un disavanzo accertato di 2.853.062,26 euro, conseguente a una serie di criticità relative agli anni precedenti al 31 dicembre 2018.  Nessun’altra possibilità di riequilibrio, atteso il bilancio.

“Già il 24 agosto 2018, appena 2 mesi dopo la nostra elezione – ricorda il sindaco Rossella La Pira – prendevamo atto della ricognizione della situazione economico finanziaria dell’Ente alla data del nostro insediamento. Emergeva un debito di oltre un milione e mezzo di euro, ma era solo la parte più evidente del gravissimo stato in cui versava e ancora oggi versa il nostro Comune. Infatti non avevamo ancora conoscenza di debiti non contabilizzati e di impensabili meccanismi contabili. L’ammontare riguardava esclusivamente le somme impegnate e non pagate fino al 12 giugno 2018, non potevamo immaginare l’esistenza di altre criticità emerse solo oggi a seguito di un attento e lungo lavoro svolto dalla nuova responsabile dell’area finanziaria su segnalazione del Revisore dei Conti. Finalmente siamo arrivati alla svolta, che ci ha permesso di capire il perché della continua carenza di liquidità di cassa, cioè dell’impossibilità di far fronte ai pagamenti delle fatture e a volte anche degli stipendi e dei servizi essenziali. Non vogliamo addossare colpe o puntare il dito contro nessuno, saranno gli organi preposti ad accertare le responsabilità, ma è nostro dovere rendere partecipi tutti i cittadini della gravissima situazione in cui versa il Comune di Buscemi e delle cause che hanno portato a questo punto di non ritorno. Una triste realtà, frutto non del dire politico ma di dati contabili certi”.

Sono emerse una serie di particolari problematiche che sono andate a gravare sul rendiconto per il 2018 e che riguardano il non corretto utilizzo dei servizi per conto terzi (spesa eccessiva senza coperture); irregolarità nell’applicazione della normativa sull’Iva che ha fatto scattare un accertamento per il periodo 2015-2018 e che porterà all’applicazione di sanzioni, annunciate ma non ancora quantificate, per il mancato versamento dell’Iva (circa 70.000 euro) e per l’omessa presentazione annuale della relativa dichiarazione. E ancora, irregolarità nelle dichiarazioni e nei pagamenti dovuti a Inail e Inps (che porteranno a ulteriori sanzioni e irregolarità del Durc), errata contabilizzazione dell’anticipazione di tesoreria (il debito al 31 dicembre 2018 per anticipazione non restituita è pari a 660.723,90 euro), irregolarità nella gestione dei residui (è emerso uno squilibrio di circa 650.000 euro), mancata contabilizzazione di spese per utenze ed energia elettrica per circa 600.000 euro, debiti fuori bilancio per oltre 650 mila euro.

Inoltre, le indennità di carica degli ex amministratori (125 mila euro) non sono state contabilizzate in bilancio negli anni ma sono andate a gravare tutte sull’esercizio 2017. Il pagamento è stato intimato a mezzo di legali e minacciando decreti ingiuntivi. Al disavanzo di 2.853.062,26 euro deve aggiungersi un elevato ammontare di debiti pregressi, ad oggi non ancora quantificabili, oltre alle rate di ammortamento dei 27 mutui stipulati negli anni con un esborso di circa 16.000 euro mensili, che hanno gravato ulteriormente sul già disastrato bilancio comunale.

“Riteniamo che una situazione economica così grave, facilmente intuibile da chi amministra, anche senza esperienza e competenza, ma con la semplice diligenza del buon padre di famiglia, si sarebbe dovuta attenzionare già qualche anno prima per tentare, quanto meno, un piano di riequilibrio – ancora il sindaco – Tra l’altro, solo di recente, abbiamo appreso che la situazione di sofferenza dell’Ente era stata già rilevata nel 2016 dall’allora segretario comunale. Nel 2017 lo stesso segretario proponeva ad amministratori e funzionari di valutare la dichiarazione di dissesto o di pre-dissesto. Nonostante ciò non si è posto fine allo stillicidio, ma si è continuato ad amministrare come se non ci fossero criticità, disattendendo le note del segretario e accendendo addirittura un mutuo di 130.000 euro per interventi negli immobili comunali, a nostro parere non essenziali”.

A breve si insedierà l’organo straordinario di liquidazione (commissario), competente per la massa passiva (debiti) e la massa attiva (crediti) fino al 31 dicembre 2018, l’amministrazione comunale ripartirà con il bilancio “riequilibrato” dal primo gennaio 2019 ma resteranno in carica sindaco, Giunta e Consiglio comunale.

Le tasse saranno portate al massimo, anche se sono già quasi al limite. L’Imu passerà dal 9,80 per mille al 10,60 per mille; l’addizionale dallo 0,7% allo 0,8%, saranno tagliate tutte le spese non essenziali e sarà impossibile stipulare nuovi mutui e fare assunzioni (possibile la stabilizzazione dei contrattisti).


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