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Raddoppio della Ragusana, la Cgil di Siracusa incontra Musumeci: perplessità su costi e tempi di realizzazione

L’opera sarà suddivisa in 4 lotti, 10 svincoli, attaverserà la nostra provincia – come è noto – passando da Lentini, Carlentini e Francofonte, si estenderà complessivamente per circa 69 km e non avrà pedaggio e potrebbe impegnare, dalla sua partenza, circa 4 anni di lavori per 3 mila operai complessivamente

Si è svolta ieri a Catania la riunione tra il Commissario Straordinario Musumeci, il direttore di Anas Sicilia, Raffaele Celia, e le federazioni sindacali di categoria. Presentato il cronoprogramma del cosiddetto raddoppio della ragusana che attraverserà la provincia di Siracusa per circa il 60% delle opere. Tra luci e ombre, la procedura straordinaria commissariale sicuramente sgombra il campo dal dubbio trentennale insorto a proposito della strategicità dell’opera ma pone inquietanti quesiti su alcune questioni emerse dalla illustrazione del progetto.

Il presidente Musumeci – dicono Salvo Carnevale, Segretario Generale Provinciale Fillea-Cgil Siracusa e Paolo Censabella, Segretario Cgil Lentini – ci ha informati che la Regione Sicilia conta di approvare il progetto esecutivo, superate le ultime prescrizioni, entro il 31 dicembre 2021 per poi lanciare la gara e consegnare i lavori entro e non oltre giugno/luglio 2022. Ecco il primo punto determinante. Si riuscirà ad avere gli ultimi pareri in tempo utile entro il 2021? E da qui le prime ombre sulla velocizzazione dell’iter autorizzativo che riguarda alcune prescrizioni tecniche – tra cui quelle dell’Autorità di bacino e dell’Arpa – che potrebbero non arrivare così a breve.”

La Delibera Cipe 1/2020 ha approvato il 17 marzo dello scorso anno il progetto definitivo anche ai fini della dichiarazione di pubblica utilità, subordinando l’approvazione del progetto esecutivo all’ottemperanza di 117 prescrizioni  e 11 raccomandazioni rispetto al progetto definitivo. La stessa delibera Cipe dispone un finanziamento di 754,164 milioni di euro così suddivisi: 49,207 milioni con Fondi Anas di cui alla Legge n.144/99 art.11; 100 milioni con Fondi Anas Rimodulazione APQ/2009; 387,257 milioni con Fondi P.O. «Infrastrutture» FSC 2014/2020 con OGV al 31.12.2022 e 217,70 milioni con Fondi Regione Siciliana PAR FAS 2007/2013.

La Delibera, inoltre, approva il progetto definitivo per un importo considerato al lordo del ribasso d’asta e comprensivo del prezzo di acquisto del progetto definitivo da parte di Anas di 36.400.262,63 euro, di 754.163.876 euro e così di seguito articolato: 587.286.843 euro per lavori; 23.491.473 per oneri per la sicurezza (non soggetti a ribasso) e 143.385.560 per Strumenti di attuazione diretta. Dalla Delibera CIPE 1/2020 non erano previsti gli oneri di investimento Anas perché il soggetto attuatore era il Concessionario Sarc.

L’opera sarà suddivisa in 4 lotti, 10 svincoli, attaverserà la nostra provincia – come è noto – passando da Lentini, Carlentini e Francofonte, si estenderà complessivamente per circa 69 km e non avrà pedaggio e potrebbe impegnare, dalla sua partenza, circa 4 anni di lavori per 3 mila operai complessivamente.

I sindacati però sollevano il problema dei costi. “Il costo dell’intervento in oggetto, a seguito dello sviluppo progettuale che è diventato esecutivo – spiegano – risulta essere complessivamente pari ad 995.650.897,43 euro con un incremento di circa 241,50 milioni rispetto al progetto definitivo. Tale incremento è motivato dall’incremento dei lavori di circa 115,4 milioni per l’ottemperanza alla Delibera Cipe 1/2020, oltre alle integrazioni derivanti dallo sviluppo del progetto esecutivo, da una diversa articolazione delle somme a disposizione e dall’introduzione degli oneri di investimento Anas. Questi ultimi sono previsti dall’art. 5 del CdP tra Anas – MIT, pari al 12,5 % dell’investimento e ricomprendono tra gli altri, gli oneri per l’acquisto del progetto definitivo (36 milioni) i costi per la progettazione esecutiva e le indagini propedeutiche (rilievi cartografici, indagini geognostiche ed ambientali). Ecco la seconda grande criticità. Lo Stato deve tirare fuori un quarto delle somme rimanenti per completare il finanziamento necessario per avviare il bando. Abbiamo chiesto al Presidente della Regione di passare dalle parole ai fatti e di convocarci non appena il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti aggiungerà il tassello mancante. Quello che a noi è sembrato un ostacolo imponente viene considerato un fatto assolutamente superabile, in tempi brevi, vista la strategicità dell’opera. Insomma, sul raddoppio della Ragusana, entriamo in una fase delicatissima e decisiva. Non vediamo ancora la luce e ci aspettiamo una informazione costante perché la gente si è scocciata di annunci e strisce tricolori per l’inaugurazione tristemente riposte nel cassetto.”


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