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Randagismo? Grazie no, istituiamo il “cane di quartiere”

E’ tempo d’estate e aumenta il numero dei cani abbandonati che si vanno ad aggiungere ai branchi dei randagi già presenti in città.
E se la piaga sociale dilaga c’è chi è già al lavoro per tentare di risolver il problema.

E randagismo è il tema dell’incontro svoltosi stamane presso l’AUSL 8 di Corso Gelone, durante il quale il sindaco di Canicattini Bagni, Paolo Amenta, e il commissario straordinario, Ignazio Tozzo, hanno firmato un protocollo d’intesa per l’attività di contrasto a tale problematica.

Presenti anche i direttori sanitario e amministrativo dell’Azienda, rispettivamente Anna Rita Mattaliano, e Giuseppe Di Pietro, il sindaco di Palazzolo Carlo Scibetta, ed il responsabile dell’Unità operativa di Igiene degli allevamenti Raimondo Gissara, i responsabili amministrativi della gestione dell’anagrafe canina on line nonché i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Siracusa.

Catturare i cani e rinchiuderli nei canili è improduttivo sia la qualità della loro vita, sia per i costi che ne derivano alle amministrazioni. Il servizio di cattura dei cani inoltre, per essere efficiente, deve essere svolto in maniera sistematica.

I cani d’indole docile, dopo i dovuti controlli, vanno reintrodotti nello stesso territorio da cui sono stati prelevati. Con l’istituzione del progetto “cane di quartiere” si è mirato a evitare il ricovero di quei cani vaganti che non creano fastidio nel territorio.

Gli unici ricoverati sono stati cani morsicatori o in qualche misura pericolosi. Gli altri sono stati riportati nel loro spazio vitale, lo stesso da cui sono stati prelevati, dopo i pochi giorni necessari per i controlli e gli interventi di sterilizzazione.

“Fondamentale strumento di lotta all’abbandono – ha detto Sebastiano Ficara, responsabile Servizio I’igiene degli Allevamenti dell’ASL – è il microchip, poiché permette di risalire al primo proprietario del cane. Poi ci sono le adozioni incentivate di cani sterilizzati e microchippati con la donazione di bonus annuo, da parte dei Comuni, ai padroni adottivi”.

“Se tutti i Comuni aderissero al protocollo è intervenuto il sindaco di Palazzolo, Carlo Scibetta avremo imboccato la strada giusta per il contrasto ad un problema che, oltretutto, grava sui bilanci, poiché il costo del mantenimento di un cane ricoverato in canile è mediamente 1000 euro annue, contro i 12 euro per ogni cane sterilizzato, microchippato e reimmesso nel suo territorio.


Il canile deve rappresentare una soluzione estrema, come per i casi problematici di natura sanitaria o per i cani di indole selvaggia che pertanto rappresentano un pericolo per il territorio. A oggi, nel comune di Palazzolo sono stati sterilizzati quasi il 90% dei cani randagi. Se non si continua a lavorare sul restante 10%, i risultati finora ottenuti saranno vanificati ”.

Dal 2006 è stata attivata la gestione dell’anagrafe canina provinciale on line, a cui si può accedere dall’indirizzo del sito aziendale www.ausl8.siracusa.it, che trasferisce i dati al nodo regionale, per poi essere inviati al Ministero della salute”.
 


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