Nella giornata di sabato, 6 febbraio 2010, alle ore 13.30 circa, a Cassaro, i militari della locale stazione Carabinieri, a seguito di predisposto servizio finalizzato alla repressione dei reati contro il patrimonio, traevano in arresto, in flagranza di reato, per furto aggravato, Maganuco Antonio (in foto), nato a Gela il 23 dicembre 1958, ivi residente, coniugato, nullafacente , noto ai carabinieri per reati contro il patrimonio.
L’uomo veniva sorpreso dai militari operanti all’interno del bar “Central” a Cassaro, in via Regina Margherita n. 89, mentre asportava la somma in contante di euro 700, 00 circa. Il Maganuco, in compagnia di un complice, tentava la fuga, ma i carabinieri si mettevano subito all’inseguimento e con l’aiuto della popolazione che aiutava ad individuare i fuggiaschi, bloccavano nella tarda mattinata il Maganuco arrestandolo. Il secondo fuggiasco è ora ricercato ma già vi sono diversi elementi che consentirebbero di individuarlo.
La refurtiva veniva interamente recuperata e restituita ai leggittimi proprietari. L’arrestato è stato associato presso la Casa circondariale di Siracusa, a disposizione dell’autorita’ giudiziaria.
Dalla Compagnia di Noto fanno sapere che i ladri, spinti ad operare verso gli abitati rurali dal costante pattugliamento urbano a Palazzolo Acreide, sono caduti nella trappola dove erano più facilmente individuabili dai militari, che pur dando l’impressione di concentrare le pattuglie montane nel Comune di Palazzolo, mantenevano delle unità di intercettazione pronte o a bloccare i ladri nei paesi limitrofi o le vie di fuga dall’abitato palazzolese in caso di un altro colpo nella cittadina.
Sempre nella mattinata di sabato i Carabinieri hanno individuato l’autore dell’incendio all’insegna dell’agenzia di viaggi di Canicattini Bagni, avvenuto la notte del 26 gennaio.
Dopo settimane di timori per eventuali episodi di intimidazione legate al raket delle estorsioni, l’indagine dei carabinieri della locale stazione svela uno scenario completamente diverso. L’autore infatti, reo confesso, sarebbe un giovane di 20 anni circa, che per futili motivi legati a banali litigi avrebbe voluto vendicarsi con tale gesto.
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