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Rapporto Meter sulla Pedopornografia: 8mila vittime. Don Fortunato Di Noto: “Educazione civica digitale obbligatoria”

La proposta di Meter è chiara: l'istituzione dell'educazione civica digitale come materia obbligatoria nelle scuole per formare ragazzi consapevoli e adulti capaci di vigilare

I numeri presentati presso la Sala del Parlamentino dell’INAIL a Roma delineano un panorama inquietante: la pedocriminalità online non solo non arretra, ma si evolve sfruttando le tecnologie più avanzate. Il Report 2025 dell’Associazione Meter rivela che nell’ultimo anno sono stati monitorati oltre 2,5 milioni di contenuti illeciti, tra cui 785.072 immagini e 1.733.043 video di abusi reali.

L’intelligenza artificiale generativa è diventata un’arma nelle mani dei pedocriminali. Il report evidenzia ben 8.213 minori vittime di deepnude, ovvero immagini manipolate digitalmente per denudare i bambini. Un dato emblematico riguarda Grok, il modello di IA di Elon Musk, indicato come responsabile della creazione del 14% di questi contenuti (1.121 casi). Don Fortunato Di Noto ha sottolineato come queste non siano “immagini virtuali” senza conseguenze, ma violazioni profonde che causano traumi reali, ansia e ricatti psicologici alle vittime.

Sebbene il numero totale di link segnalati sia sceso (da 8.034 nel 2024 a 2.037 nel 2025), Meter avverte: il fenomeno non è in calo. I criminali utilizzano sempre più link effimeri, che scompaiono dopo pochi minuti, rendendo le indagini estremamente difficili. Telegram e Signal restano i canali principali. In particolare, Don Fortunato ha definito Signal come uno dei “offshore” più gravi, poiché la tutela della privacy degli utenti finisce per proteggere il traffico di materiale che coinvolge persino neonati.

Il pericolo entra nelle case anche attraverso i videogiochi. Una ricerca su un campione di minori tra i 9 e gli 11 anni ha rivelato che su Roblox il 45% dei bambini ha subito tentativi di adescamento da parte di sconosciuti. Tuttavia, solo il 10% è consapevole della gravità del fenomeno. Spesso i minori bloccano gli intrusi per paura, ma non informano gli adulti, evidenziando una preoccupante mancanza di dialogo.

Il report documenta realtà ancora più oscure: sono stati individuati oltre 11.000 video legati alle cosiddette “pedomame”, madri che producono materiale pedopornografico in contesti domestici. In crescita anche gli abusi che coinvolgono animali e la violenza tra minori stessi, che rappresenta il 32% dei contenuti analizzati, tra sextortion e diffusione non consensuale di immagini intime.

La fascia d’età più colpita rimane quella dei bambini tra gli 8 e i 12 anni. Di fronte a questa emergenza, Don Fortunato Di Noto è categorico: il proibizionismo non serve. «L’adulto ha una grande responsabilità», ha dichiarato nell’intervista, paragonando la consegna di uno smartphone a un bambino di 8 anni al dare le chiavi di un’auto a chi non può guidare. La proposta di Meter è chiara: l’istituzione dell’educazione civica digitale come materia obbligatoria nelle scuole per formare ragazzi consapevoli e adulti capaci di vigilare.

In questo tempo di Quaresima, il fondatore di Meter lancia un messaggio di speranza e conversione, invitando a riannodare le relazioni umane per far sì che la carità superi la malvagità che troppo spesso domina la rete


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