Renzi a Siracusa, “non rispondo alle domande della stampa” e la presentazione del libro è un comizio autocelebrativo

Prima della presentazione l'ex Premier si è fermato nella sala verde con il sindaco Garozzo ed altri esponenti del Pd, molto probabilmente per definire alcune strategie in vista delle prossime regionali.

Più che la presentazione di un libro, così come prevedibile la visita di Matteo Renzi a Siracusa ha avuto tutta la sensazione di un comizio elettorale in vista delle prossime regionali e l’avvio della campagna elettorale in vista delle politiche 2018 che di certo vedranno l’ex premier in primissima linea.

Il segretario Pd arriva quasi puntuale all’appuntamento al Vermexio (previsto per le 21) ma prima di iniziare la “presentazione di “Avanti”, il suo libro che racconta la politica vista dall’ex premier, si è fermato nella sala verde del palazzo di Città per un vero e proprio summit con il sindaco Garozzo, col segretario provinciale del Pd Alessio Lo Giudice, con l’assessore regionale Bruno Marziano e con il sottosegretario Davide Faraone. Tutti raggiunti in un secondo momento da Gaetano Cutrufo (candidato in pectore dei renziani alle prossime elezioni regionali), Paolo Amenta (altro candidato Pd in area Dem) e dai deputati regionali e nazionali in carica (Marika Cirone Di Marco e Sofia Amoddio).

Finito l’incontro privato, in cui presumibilmente e per stessa ammissione di Renzi si è discusso delle prossime regionali, è iniziato lo show nella sala Borsellino del segretario – scrittore. Renzi si è subito guadagnato i primi applausi elogiando la bellezza di Siracusa “una delle città più belle che abbia visitato, e io di città belle me ne intendo” per poi iniziare a sfornare le solite formule magiche da campagna elettorale: migliorare le infrastrutture, limare le differenze tra nord e sud, fare del turismo una risorsa del territorio, rilancio dell’occupazione e per finire ponte sullo Stretto.

Ovvia la lunga parentesi sulle regionali di novembre con Renzi che definendosi un osservatore esterno (ma anche di parte) ha definito Micari il miglior candidato a dispetto di Musumeci, Cancelleri e Fava, augurandosi che la Sicilia non diventi un “esperimento politico in vista delle prossime elezioni nazionali”.

Peccato però che l’ex Premier non abbia voluto approfondire alcuni di questi argomenti con i giornalisti presenti, liquidati alla fine della presentazione con un “non rispondo alle domande della stampa”.

Unica precisazione “scomoda”: Renzi per propria ammissione, confermata anche dal sindaco Garozzo (e noi vogliamo credere a entrambi) ha voluto stemperare la polemica sulla location, affermando di aver regolarmente pagato l’affitto del salone Borsellino.


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