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Restrizioni, sistema “Swift” e attacchi hacker di “Anonymous”, ma da Lukoil di Priolo messaggi di normalità

Il polo industriale siracusano dopo le interlocuzioni con il proprio socio, la Litasco, società svizzera, afferma di avere avuto rassicurazioni di "normalità" al netto delle possibili sanzioni che verranno comminate alla Russia

I venti di guerra in Ucraina e le relative sanzioni proposte dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti e dal Canada sembrano non scalfire la quotidianità dello stabilimento Isab-Lukoil di Priolo Gargallo. “Per noi non cambia nulla” è la frase più ricorrente e più rassicurante che proviene dal management aziendale. Anche la possibile estromissione di gran parte delle banche russe dal cosiddetto sistema “Swift” – uno dei meccanismi finanziari più efficienti per verificare l’identità della banca o dell’ente finanziario che fa da tramite agli spostamenti di denaro – sembra non preoccupare.

La nostra sede è a Priolo da quasi mezzo secolo – fanno sapere da Isab – Lukoil – e il nostro unico socio, la Litasco, ha sede a Ginevra, in Svizzera. In tutte le ultime interlocuzioni avvenute in questi giorni ci è stato rassicurato che per noi non cambia nulla, al netto delle sanzioni che potranno essere comminate alla Russia o ai suoi istituti bancari”.

Il colosso petrolifero in queste ultime ore è balzato agli onori delle cronache perché al centro di un’altra “guerra”: quella condotta dagli hacker di Anonymous contro diversi siti istituzionali e aziendali russi. E tra questi – secondo quanto riferito dal collettivo hacker – vi sarebbe anche quello di Lukoil (oltre a Gazprom e Rosneft). Facendo una veloce ricerca web è stato possibile notare come il dominio .it della compagnia petrolifera russa sia offline da ieri, mentre Lukoil.com e Lukoil.ru (il sito russo) risultino online.


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