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Rete ospedaliera, i sindaci della provincia di Siracusa sul piede di guerra: “no ai tagli, si attenda il nuovo ospedale” |Le reazioni dei sindaci

L'unica vera novità emersa è l'intenzione della Regione di proseguire spediti nell'iter per il nuovo ospedale di Siracusa, confermando che sarà destinato a diventare Dea di II livello

L'incontro sulla rete ospedaliera

È tensione aperta tra i sindaci della provincia di Siracusa e la Regione sulla nuova bozza di rete ospedaliera. La prima versione, presentata nei giorni scorsi, non piace ai primi cittadini, soprattutto a quelli del comprensorio nord (Lentini, Carlentini e Francofonte) e dell’area sud (Avola e Noto), tutti contrari alla riduzione dei posti letto e di conseguenza dell’offerta sanitaria.

La conferenza dei sindaci, convocata questa mattina a Palazzo Vermexio alla presenza di Salvatore Iacolino, dirigente generale del Dipartimento regionale per la pianificazione strategica, si è conclusa con una decisione condivisa: i sindaci prenderanno l’impegno di redigere un documento unitario da sottoporre alla Regione Siciliana e alla VI Commissione dell’ARS, unica deputata ad apportare modifiche concrete alla rete ospedaliera.

Non accetteremo tagli né rimodulazioni dei reparti – è la posizione emersa – almeno finché Siracusa non avrà il suo nuovo ospedale”.

Incontro sulla nuova rete ospedaliera della provincia di Siracusa, critiche dei sindaci

Ed è proprio su quest’ultimo punto che si registra l’unica vera novità. Iacolino ha infatti confermato ufficialmente la volontà della Regione di proseguire con l’iter per la costruzione del nuovo ospedale di Siracusa, destinato a diventare Dea di II livello, l’ottavo in Sicilia. Una certezza che, però, non basta a calmare le acque.

Esistono atti formali – afferma Iacolino – tra cui anche un decreto recente a firma dell’assessore regionale alla Salute che lo prevede come Dea di secondo livello. Non sono parole, sono fatti concreti, atti formali. C’è la volontà del presidente della Regione Schifani di riconoscere, così come in effetti è stato riconosciuto il Dea di secondo livello a Siracusa, senza spargimenti di sangue, cioè non privando di tale qualificazione l’Arnas Garibaldi Catania, così come nelle previsioni del vecchio governo. Peraltro un Arnas non può essere spogliato di questa connotazione distintiva. Siracusa sarà il Dea di secondo livello dell’area orientale che si aggiunge a quelli già preesistenti.”

Molti sindaci hanno espresso preoccupazioni per i possibili tagli, anche ai servizi di emergenza-urgenza, come denunciato dal sindaco di Sortino, Vincenzo Parlato, che ha messo in guardia sulla possibilità di riduzioni nel parco ambulanze del 118.

A peggiorare il clima, un imprevisto che ha reso ancora più difficile la gestione dell’incontro: la bozza della nuova rete ospedaliera, infatti, non era stata preventivamente inviata ai sindaci, che si sono trovati a discutere a scatola chiusa o sulla base di informazioni recepite sui giornali.

In attesa che contenuto integrale del documento unitario, una cosa è certa: i 21 sindaci sono pronti a fare fronte comune, chiedendo che il sistema sanitario provinciale non venga toccato fino alla realizzazione del nuovo presidio.


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