La gestione della raccolta dei rifiuti a Priolo Gargallo continua a far discutere e ad alimentare forti tensioni tra cittadini e amministrazione comunale. L’ultimo caso riguarda le case popolari di via Pentapoli 12, dove – secondo quanto denunciato da Sebastiano Bosco dei Socialisti Priolesi – le scelte adottate dall’Amministrazione avrebbero generato una situazione ormai insostenibile sotto il profilo igienico-sanitario.
Da tempo, l’area di raccolta condominiale sarebbe diventata un punto di conferimento abusivo anche per chi non risiede nello stabile. Sacchetti di rifiuti lasciati da estranei, spesso scaricati direttamente dalle auto, avrebbero trasformato il cortile interno in una vera e propria discarica. Il problema si sarebbe aggravato ulteriormente dopo la decisione di ridurre a una sola volta a settimana il ritiro dell’indifferenziata, con il conseguente accumulo di rifiuti per giorni.
A pesare, secondo Bosco, anche la mancanza di controlli e il mancato ritiro della spazzatura, inclusa quella correttamente differenziata ma rimasta “inglobata” nel caos generale. Una situazione che avrebbe reso necessario l’intervento dei Carabinieri, grazie ai quali nella giornata di ieri l’area è stata finalmente ripulita.
Ma la vicenda non si sarebbe chiusa lì. Questa mattina, senza alcun confronto con i residenti, sarebbe stato disposto il posizionamento dei cassonetti sotto le finestre delle abitazioni, scelta che ha immediatamente scatenato la protesta degli inquilini. Bosco afferma di essersi opposto con decisione a questa soluzione, chiedendo l’intervento diretto dell’Amministrazione. Sul posto si è recato anche il Sindaco, che avrebbe potuto constatare di persona l’inadeguatezza della decisione.
“Spostare i rifiuti dal cortile alle finestre non è una soluzione – sottolinea Bosco – ma solo un modo per spostare il problema”. Da qui la richiesta netta: o i cassonetti vengono collocati fuori dall’area privata, oppure si procede con una raccolta individuale, così da responsabilizzare i singoli e punire chi smaltisce irregolarmente.
Il Comune avrebbe nel frattempo garantito l’installazione di fototrappole, misura invocata da tempo per contrastare l’abbandono abusivo dei rifiuti. “Era ora – commenta Bosco – già in passato avevamo chiesto che i punti critici fossero monitorati in modo adeguato”.
L’affondo finale è politico. Bosco parla apertamente di fallimento nella gestione del servizio, chiede una rimodulazione della Giunta e punta il dito contro l’assessore competente. “Priolo non è mai stata così sporca – conclude – e certamente non merita di essere trattata come una discarica”.
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