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Rifiuti a Siracusa, il sindaco Italia “apre” ai termovalorizzatori: “non possiamo più farne a meno”

Intanto lo scorso mese di aprile il governatore regionale Nello Musumeci aveva dichiarato conclusa la gara per la realizzazione dei due impianti che dovrebbero sorgere a Gela e a Pantano D'Arci

Non possiamo più fare a meno dei termovalorizzatori”. Quella del sindaco di Siracusa, Francesco Italia è più che un’apertura. Per il primo cittadino aretuseo la realizzazione dei due impianti di termovalorizzazione dei rifiuti – così come previsto e voluto dalla Regione – sarebbe la soluzione per risolvere la costante emergenza rifiuti che vive l’isola a causa delle discariche ormai sature.

Siamo stati tra i primi a chiederli – ha affermato Italia durante un’intervista con l’emittente Telecolor – e come classe politica dovremmo chiedere che sia una priorità per il prossimo governo regionale.”

Intanto lo scorso mese di aprile il governatore regionale Nello Musumeci aveva dichiarato conclusa la gara per la realizzazione dei due impianti dopo che il nucleo di valutazione ha concluso il lavoro di valutazione sulle sette proposte arrivate, scegliendone due. Il primo prevede la realizzazione di un termovalorizzatore a Gela dal costo di 647 milioni, mentre il secondo punta su un impianto a Pantano D’Arci del valore di 400 milioni circa. Ognuno dei due impianti avrà la capacità di smaltire fra le 300 mila e le 450 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati.

Ma questa soluzione di certo non può risolvere il problema immediato del conferimento dei rifiuti indifferenziati in discarica. E anche su questo punto il sindaco di Siracusa ha voluto dire la propria, proponendo una sorta di priorità per i comuni più virtuosi. “Esistono realtà che fanno enormi sforzi per differenziare – spiega – e quindi a mio avviso andrebbe fatto un regolamento che stabilisca priorità di conferimento per chi differenzia di più, rispetto a chi è meno virtuoso. Non facendo in questo modo si rischia di vanificare il lavoro svolto, proprio come accaduto a Siracusa, dove per oltre due settimane non si è riusciti a raccogliere l’indifferenziato anche in quelle zone della città che differenziano”.


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