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Rigenerazione delle aree e dei capannoni abbandonati a Priolo: Biamonte chiede aiuto a Confindustria

Il consigliere invita ai deputati a creare sinergia per studiare un progetto di legge che punti alla riqualificazione e al riutilizzo dei capannoni e dell’aree abbandonate con l'obiettivo di dare nuova vita a quelli che ormai sono diventati dei veri e propri cimiteri

Il consigliere comunale di Priolo, Alessandro Biamonte, riprende un suo vecchio progetto lanciato 5 anni fa sulla rigenerazione delle aree e dei capannoni abbandonati, si rivolge e chiede aiuto al presidente di Confindustria e invita ai deputati a creare sinergia per studiare un progetto di legge che punti alla riqualificazione e al riutilizzo dei capannoni e dell’aree abbandonate con l’obiettivo di dare nuova vita a quelli che ormai sono diventati dei veri e propri cimiteri mettendo in moto così l’occupazione e l’economia.

“Il recupero e il riutilizzo rappresentano uno strumento attraverso il quale la Regione può perseguire la riqualificazione urbana e la tutela dell’ambiente contro il consumo del suolo, per favorire la crescita produttiva e occupazionale, nonché per creare occasioni di sviluppo di azioni innovative – dice – Puntare alla riqualificazione e al riutilizzo rivolto anche per nuove start-up o per la creazione di hub logistici.In Italia, la ricerca di grandi hub logistici è in costante crescita. Secondo un report di Assologistica, nel 2022 sono stati realizzati 1,5 milioni di metri quadrati di nuovi spazi logistici, di cui il 20% in grandi hub. Questo trend è destinato a continuare nei prossimi anni, in linea con la crescita dell’e-commerce nel nostro Paese. Le aree dismesse o industriali offrono tutte queste caratteristiche, rendendole la soluzione ideale per la logistica dell’e-commerce. La tendenza alla riconversione di grandi aree non più industrialmente operative in hub logistici è già diffusa in tutto il mondo e trova esempi concreti in Germania, Spagna, Francia, solo per citare i paesi maggiormente coinvolti in Europa. Secondo un report di Confindustria, nel 2022 il settore logistico ha generato in Italia 1,3 milioni di posti di lavoro. La crisi economica e industriale, che si è accentuata negli ultimi anni, ha determinato un diffuso fenomeno di presenza sul territorio di stabilimenti e di intere aree produttive che hanno perso la loro funzione, a causa della mancanza di manutenzione e progettualità. Azioni volte ad innescare processi di sviluppo economico con la partecipazione dei comuni per incentivare la riqualificazione del territorio e ridurre il consumo del suolo. Mettere a disposizione delle imprese gli incentivi necessari ad attivare questi investimenti, sconti sugli oneri da versare, accordi che consentono deroghe agli strumenti urbanistici, quindi creare un ambiente favorevole per chi vuole investire in rigenerazione. I Comuni potrebbero riconoscere a queste operazioni incrementi di volumetria, la possibilità di autorizzare i cambi di destinazione d’uso: in un capannone , ad esempio, dare la possibilità di ospitare uffici o attività commerciali. Cercare in questo modo di affrontare concretamente il problema rappresentato dalla grande quantità di edifici inutilizzati e generalmente degradati presenti nel territorio”.


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