Sono stati presentati questa mattina, nel corso di un incontro pubblico organizzato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa, i risultati relativi agli studi effettuati sull’area di Augusta-Priolo-Siracusa, considerata ad elevato rischio di crisi ambientale, ragione per cui urge un piano di risanamento per l’area.
Lo studio descrittivo della mortalità nel periodo 1995-2002 e dei ricoveri ospedalieri nel 2001-2007 traccia un profilo dello stato di salute della popolazione residente nei Comuni di Augusta-Priolo, confrontata con i Comuni di una fascia circostante di 40 km, e con l’intera regione Sicilia.
La mortalità presenta per gli uomini un numero di decessi per tutti i tumori significativamente superiore a quello atteso. Tra le tutte le cause di morte indagate, si evidenzia un incremento tra gli uomini del tumore maligno della trachea, bronchi e polmoni (+24%), e pleura (+428%); delle malattie psichiatriche (+58%) e cerebrovascolari (+14%); e delle malattie respiratorie acute (+132%). Per le donne vanno segnalati il mieloma multiplo (+120%), le malattie del sistema nervoso (+52%), le malattie respiratorie acute (+86%), le malattie dell’apparato digerente (+21%) la cirrosi epatica (+32%) e i traumatismi ed avvelenamenti (+24%).
Sono state svolte in particolare analisi relative agli abitanti nati tra il 1915 e il 1964, ed è stato osservato che gli eccessi di rischio tendono a smorzarsi a partire dai nati del 1935.
L’Ospedalizzazione per tutte le cause risulta significativamente più alta di quella attesa per entrambi i sessi sul confronto regionale (con l’eccezione delle ricoverate donne nel confronto locale). In particolare si discostano rispetto all’atteso 17 categorie diagnostiche sia tra gli uomini che tra le donne. Risultano significativamente inferiore all’atteso 6 cause di ricovero tra gli uomini mentre 13 tra le donne.
E’ stata inoltre effettuata un’indagine sociologica sulla percezione del rischio, utilizzando un campione di circa 700 persone adulte residenti nell’area a rischio, i cui risultati hanno incluso dati sui profili dei movimenti regolari sul territorio della popolazione. Intervistate anche quaranta persone – per la maggior parte amministratori e portatori di interesse locali – chiamate a rispondere sulle criticità e opportunità per il sistema territoriale, produttivo, sociale, della salute e sui possibili scenari futuri.
Dal quadro emerso, dunque, gli esperti hanno suggerito, per l’area della provincia di Siracusa interessata dallo studio, disposizioni di sorveglianza epidemiologica e di monitoraggio ambientale, che equivalgono ad un invito a non abbassare la guardia sulla salute dei cittadini e del territorio.
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