Dopo il caso esploso in seguito alla partita di Terza Categoria tra Football Club Rosolini 25 e Più Forte Ragazzi A.S.D., arriva un nuovo sviluppo politico e istituzionale: Rosy Gradante, assessore comunale e vicepresidente della società sportiva, ha annunciato l’intenzione di rassegnare le dimissioni.
La decisione matura all’indomani del provvedimento del giudice sportivo, che ha inflitto sanzioni pesantissime al club rosolinese dopo i fatti avvenuti l’8 marzo allo stadio “Salvatore Consales”, quando il match è stato interrotto al 36’ del secondo tempo, sul punteggio di 2-1 per gli ospiti, per la presunta aggressione all’arbitro Antonio Carpinteri.
Nel dispositivo del giudice sportivo compare anche il nome della stessa Rosy Gradante, colpita da un’inibizione fino al 31 dicembre 2026. Secondo quanto riportato nel provvedimento, la dirigente – pur non essendo presente nella distinta di gara – si sarebbe resa responsabile di un comportamento offensivo e minatorio nei confronti del direttore di gara.
Una ricostruzione che l’assessore respinge con decisione. Gradante sostiene infatti che il referto “non dice la verità” e afferma di poterlo dimostrare attraverso un video, già acquisito dalle forze dell’Ordine, che a suo dire mostrerebbe come si sia limitata ad avvicinarsi all’arbitro per parlargli, senza atteggiamenti aggressivi ma sì. L’assessore sostiene inoltre che, se il suo comportamento fosse stato realmente violento o minaccioso, i carabinieri presenti sarebbero intervenuti immediatamente.
Secondo la sua versione, ci sarebbe stata sì una discussione accesa, con toni alterati, ma non un’aggressione. Anzi, Gradante sostiene di essere stata lei a subire una spinta da parte dell’arbitro, da qui la scelta di non impugnare la decisione sul piano sportivo, ma di tutelarsi invece sotto il profilo penale: “Durante quel momento concitato sono stata io a subire una spinta e ho anche un referto medico che lo attesta. Per rispetto delle istituzioni e per evitare che questa vicenda venga strumentalizzata contro l’amministrazione comunale ho deciso di rassegnare le dimissioni. Allo stesso tempo difenderò la mia dignità nelle sedi legali opportune, perché non accetto che venga raccontata un’immagine di me che non corrisponde alla realtà”.
Gradante annunciando l’intenzione di farsi assistere da un legale e di formalizzare le proprie dimissioni anche per evitare che la vicenda finisca per coinvolgere l’amministrazione comunale. Una scelta che arriva in un quadro già fortemente compromesso per la società rosolinese.
Il giudice sportivo della Lnd di Siracusa ha infatti disposto la sconfitta a tavolino per 0-3, un’ammenda da 700 euro e la squalifica del campo per cinque gare, da disputare in campo neutro e a porte chiuse. Durissime anche le sanzioni individuali: Francesco Presti è stato squalificato fino al 30 giugno 2032, Salimina Hydara fino al 31 dicembre 2031, Michele Ragusa fino al 30 giugno 2031, Gianluca Rizza fino al 30 giugno 2030 e Alessio Cataudella fino al 31 dicembre 2026. Gli atti sono stati inoltre trasmessi alla Procura federale per ulteriori approfondimenti.
Subito dopo i fatti, la società aveva già annunciato provvedimenti interni, mettendo fuori rosa con effetto immediato Michele Ragusa, Francesco Presti e Salimina Hydara, oltre a sollevare dall’incarico il dirigente Vincenzo Ignaccolo. In una nota, il club aveva preso le distanze dall’accaduto, definendo l’aggressione all’arbitro “inaccettabile e in totale contrasto con i valori di rispetto e correttezza dello sport”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Giovanni Spadola, che ha espresso solidarietà al direttore di gara e ha ribadito la necessità di difendere i valori autentici dello sport. “Lo sport è rispetto, educazione e comunità”, ha dichiarato, sottolineando come la violenza non possa mai trovare spazio nella città di Rosolini. Allo stesso tempo, il primo cittadino ha definito importante la scelta della società di prendere immediatamente provvedimenti nei confronti dei responsabili e condiviso il segnale forte scelto dall’assessore, di fatto accogliendo le dimissioni e chiudendo, almeno sul piano istituzionale, una vicenda che continuerà comunque a produrre strascichi, tra giustizia sportiva, possibili azioni legali e forti tensioni attorno a quanto accaduto in campo e fuori.
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