Sono partiti il 3 gennaio i saldi invernali in Sicilia, ma l’avvio della stagione degli sconti conferma un quadro tutt’altro che rassicurante per il commercio locale. Tra caro vita, stipendi sempre più bassi e l’avanzata dell’e-commerce, fare acquisti resta un privilegio per pochi e le attività di vicinato fanno i conti con un clima di forte incertezza.
A lanciare l’allarme è Gianpaolo Miceli, segretario territoriale di CNA Siracusa, che traccia un bilancio preoccupante sull’andamento dei saldi nel capoluogo e nel resto della provincia.
“Abbiamo effettuato una rilevazione su circa 50 operatori tra Siracusa e i principali centri del territorio – spiega – e due terzi dichiarano che i saldi stanno andando peggio rispetto allo scorso anno. Addirittura il 15% parla di un andamento molto negativo”.
Solo un terzo degli operatori segnala una situazione stabile o un lieve miglioramento. Le cause, secondo CNA, sono chiare: il calo del potere d’acquisto delle famiglie, sempre più evidente, e la concorrenza del commercio online, che colpisce in particolare settori chiave come abbigliamento ed elettronica, tradizionalmente trainanti durante i saldi.
Una situazione che preoccupa perché il periodo degli sconti rappresenta, storicamente, uno dei momenti di maggiore incasso per micro e piccole imprese, oggi invece sempre più in sofferenza.
“È il segnale evidente di una crisi del commercio di vicinato – sottolinea Miceli – e per questo rilanciamo la necessità di provvedimenti concreti: accesso al credito, agevolazioni, sostegni economici e attenzione alla sicurezza, tema tornato purtroppo di attualità negli ultimi giorni”.
L’atmosfera tra i commercianti è segnata anche da insicurezza e mancanza di prospettive. Secondo i dati CNA, quasi il 75% degli operatori non è in grado di prevedere l’andamento delle prossime settimane.
“Quando un imprenditore naviga senza punti di riferimento – conclude Miceli – si aprono falle profonde nel sistema economico locale. Il territorio cresce solo se la micro e piccola impresa va avanti. E il commercio resta uno dei pilastri fondamentali della nostra economia”
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