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Sanità A Siracusa: Bono Spiega A Russo Con Una Lettera

Quello della sanità è uno degli argomenti più caldi di questo periodo a Siracusa, in conseguenza del decreto Russo, relativo al riordino ed alla riconversione della rete ospedaliera, nonché ai provvedimenti relativi alla rifunzionalizzazione della rete dei laboratori di patologia clinica ed al servizio di 118.
A tal proposito, come detto giorni fa, l’assessore regionale Russo parteciperà ad un incontro congiunto con i vertici del settore, ritenuto necessario per la Provincia di Siracusa.

Il presidente Nicola Bono ha già spedito una lettera con destinazione Palermo, proprio per spiegare all’assessore come le decisioni da lui prese siano penalizzanti per una popolazione, quella aretusea, “che ha già responsabilmente contribuito, nel recente passato, al risanamento dei conti della sanità regionale – scrive Bono nella lettera – subendo una serie di gravissime riduzioni nella quantità e qualità dell’offerta sanitaria ospedaliera e, complessivamente, nel diritto alla salute”.

Provvedimenti, quelli decretati da Russo, che hanno visibilmente suscitato malcontento nella provincia siracusana, compatta – a partire dalla classe politica e dirigente che ha trovato una comune linea di indirizzo, superando le naturali divisioni politiche e le iniziali differenze nell’analisi e nelle soluzioni – “attorno ad una posizione coerente con le esigenze di risparmio, ma ferma sul principio che i risparmi non possono essere decretati in modo uguale per tutti i territori della regione, come se gli stessi partissero da una uguale condizione”.

Bono invita l’assessore Russo ad un tavolo provinciale di coordinamento “al fine di elaborare una proposta unitaria che, nel farsi carico di concorrere al complessivo disegno di riduzione della spesa sanitaria, pur tuttavia garantisse, sulla base di criteri oggettivi, un dimensionamento della distribuzione dei posti letto e dei servizi ospedalieri capace di soddisfare le esigenze irrinunciabili dei cittadini della provincia di Siracusa”.
E spiega, nel dettaglio, la linea unitaria intrapresa dal Coordinamento Provinciale per la Sanità (costituito dalla deputazione regionale al completo, dai Sindaci dei 21 Comuni della provincia e dal sottoscritto nella qualità, e riunitosi venerdì 10 c.m., alla presenza dei rappresentanti dell’AUSL n. 8 di Siracusa e dell’Azienda Ospedaliera Umberto I):

“I criteri oggettivi individuati dal Coordinamento Provinciale sono tre e sono, peraltro, uguali a quelli desumibili da una accurata rilettura della citata delibera.

Il primo criterio è costituito dall’esigenza di rispondere alla domanda di servizi sanitari ospedalieri delle tre aree geografiche (zona nord, centro e sud) in cui storicamente sono e sono state esercitate attività di servizi ospedalieri; ivi operano presidi consolidati e radicati nel tessuto sociale e civile che, anziché ridimensionare, è necessario porre nelle condizioni di garantire un sempre più efficiente livello di operatività.

Il secondo criterio oggettivo è costituito dalla percentuale, non inferiore al 2 per mille, dei posti letto di sanità pubblica nei 2 distretti sanitari della provincia; detta percentuale rappresenta il tetto minimo indispensabile.

Il terzo criterio oggettivo è quello di evitare qualunque rischio di spreco e, quindi, la piena utilizzazione degli ingenti investimenti effettuati per l’istituzione dei nuovi reparti la cui attesa, oramai pluriennale, non può essere ulteriormente procrastinata”.

Sulla base di ciò, il Coordinamento avrebbe individuato, all’unanimità, per Siracusa e provincia, un tetto minimo insuperabile di 825 posti letto in luogo dei 750 previsti nel decreto Russo.

L’offerta sanitaria pubblica in provincia di Siracusa – continua Bono -, con un misero 1,8 per mille di posti letto rispetto ad un quadro regionale caratterizzato da realtà territoriali con potenzialità di servizio persino superiori alla media nazionale, rappresenta la Cenerentola del sistema e, quindi, non può subire ulteriori penalizzazioni”.

“La popolazione della provincia di Siracusa
– conclude Bono, sottolineando la volontà di un confronto costruttivo – non cerca trattamenti particolari, ma atti di giustizia protesi ad un doveroso riallineamento dell’offerta sanitaria ospedaliera pubblica nel proprio territorio rispetto a quella esistente nelle altre province siciliane”.


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