In riferimento all’articolo relativo all’Anatomia patologica dell’Asp di Siracusa (leggi qui), il direttore generale Franco Maniscalco ha inviato una nota di replica, che di seguito riportiamo:
“Con la riforma sanitaria siciliana e con l’avvento della nuova direzione generale dell’Azienda si è messo in atto un progetto ambizioso di indubbia validità sociale e sanitaria legato alla realizzazione di un centro di diagnostica di eccellenza che vede il suo sviluppo all’interno dell’unica struttura accreditata di Anatomia patologica dell’ospedale Umberto I di Siracusa. Ciò ha fatto seguito alla determinazione di affrancarsi dalla esternalizzazione del servizio che dava luogo a costi elevatissimi.
Tale struttura, a regime, consentirà di classificare il Laboratorio dell’Unità operativa di Anatomia patologica come laboratorio di sicurezza da contaminazione di livello PCL3, costituendo il primo laboratorio di questo genere realizzato in ambito regionale.
In atto il progetto di rete di anatomia patologica, sin dal suo inizio, dal gennaio di quest’anno, ha visto incrementato del 300 per cento il numero degli esami istologici e citologici riguardante l’utenza relativa ai cinque ospedali dell’Asp oltre tutta l’attività di diagnostica ambulatoriale esterna. A tale centro, nell’arco degli ultimi tre mesi, sono anche afferiti tutti gli esami citologici provenienti dalle 14 strutture consultoriali della provincia.
Al fine di ottemperare a questo altissimo carico di lavoro, unico in Sicilia, la direzione generale ha avviato un processo di riorganizzazione sia in termini tecnologici che di risorse umane che a tutt’oggi è in fase di completamento. Nessuna nota polemica per quanti vorrebbero che Siracusa rimanesse fanalino di coda nelle indagini e nei bisogni di diagnostica, in particolar modo oncologica, mantenendo la centralità verso altre province come spesso è avvenuto in passato.
Sul processo di riorganizzazione dell’Anatomia patologica molti interventi sono già stati realizzati come il completamento della struttura laboratoristica di eccellenza, l’acquisizione di nuove apparecchiature e tutt’oggi è in corso l’implementazione di risorse umane e tecnologiche volte a garantire al cittadino uno standard elevato di prestazioni sia in termini di qualità che di tempistica.
Nell’ambito di questa nuova progettazione è previsto non soltanto la possibilità di effettuare esami immediati al criostato congelatore nelle diverse sale operatorie dei quattro ospedali, ma anche il collegamento in rete certificato e finalizzato alla risposta immediata della diagnosi contestualmente alla stesura del referto tra la sede operativa dell’anatomia patologica con le direzioni sanitarie degli ospedali in maniera da abolire tempistiche di consegna dei referti.
Riguardo alla tempistica, che qualcuno ha potuto riportare erroneamente a terzi – secondo cui si attende dai trenta ai quaranta giorni per la consegna del referto – si fa presente che fino a poco tempo fa alcune valutazioni venivano a svolgersi per scelta dei pazienti fuori regione. In atto, oggi, tale implementazione del servizio, che vede la struttura di Anatomia patologica non un semplice laboratorio di diagnostica bensì una struttura di ricerca per il corretto inquadramento della patologia, ha creato una inversione di tendenza con carichi di lavoro eccezionali che a tratti mettono in sofferenza la struttura.
Attualmente la Rete di Anatomia patologica vede come concordato con le singole strutture ospedaliere una refertazione a 21 giorni lavorativi ad eccezione di quei casi oncologici segnalati ed etichettati come esami in codice rosso che in atto vengono refertati come codice rosso in 12-13 giorni (come confermato da una verifica interna a cura della Direzione sanitaria aziendale).
Non risponde al vero l’affermazione contenuta nell’articolo di stampa in cui si sostiene “se finisci in sala operatoria all’Umberto I e si rende necessario un esame istologico urgente la risposta è torni fra un mese”. In atto le sale operatorie dell’Umberto I sono garantite dalla presenza della Anatomia patologica h 24 con una risposta pressoché immediata.
Infine, per quanto riguarda sterili denunce che riguardano gli esami in estemporanea nei presidi ospedalieri periferici dell’Azienda, pur essendo stati tali esami sempre garantiti, da febbraio di quest’anno si è provveduto alla realizzazione in ogni ospedale (Avola-Noto, Augusta e Lentini) di una sala estemporanea in grado di assicurare in loco la diagnosi tempestiva in ciascuna sala operatoria e di cui proprio domani se ne vedrà l’avvio a Lentini e ad Augusta e lunedì 19 ad Avola e Noto come garantito dalla ditta appaltatrice dei lavori”.
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