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Sanità: De Benedictis, “Concorso Per Nuove Farmacie Fermo Da 9 Anni”, Annullarlo

Il 27 giugno del 2000 l’assessorato alla Sanità aveva bandito il concorso per l’assegnazione di nuove sedi farmaceutiche in Sicilia, ma il concorso non è stato espletato. Dal momento che sono passati nove anni, chiediamo di annullare quel concorso e di bandirne uno nuovo, tenendo conto delle nuove esigenze del territorio e di chi, nel frattempo, ha acquisito i titoli e requisiti per poter partecipare”.
Lo chiede Roberto De Benedictis, deputato regionale del PD, che ha presentato una interrogazione all’assessore regionale alla Sanità.

De Benedictis, nelle premesse della sua richiesta, sottolinea il mutamento delle realtà urbanistiche dei Comuni interessati visto l’enorme lasso d tempo intercosso da quel bando ad oggi.
Inoltre, “l’espletamento dei datati Concorsi provinciali – specifica De Benedictis -, banditi nel luglio 2000, oltre ad escludere illegittimamente, per evidenti ragioni soltanto anagrafiche, la partecipazione di migliaia di giovani farmacisti aventi diritto, attuerebbe di fatto l’apertura nel territorio di farmacie non più esattamente rispondenti alle attuali esigenze dei cittadini, se non addirittura soprannumerarie, a causa degli intervenuti spostamenti nell’ambito del territorio comunale, dei residenti e/o del loco decremento notoriamente registrato in moltissimi dei Comuni interessati”.

Alla luce di queste motivazioni, Roberto De Benedictis chiede all’assessore regionale alla Sanità:

– se è stato avviato, nel rispetto della normativa vigente, una puntuale revisione quantomeno delle Piante Organiche dei Comuni interessati all’apertura delle nuove sedi di cui ai concorsi de quibus;

– se non ritenga opportuno annullare i concorsi provinciali e, previa rideterminazione delle nuove sedi farmaceutiche da assegnare, procedere a bandire, nel rispetto della citata legge dello Stato, un concorso regionale, consentendo così la partecipazione a tutti i farmacisti che alla fissanda data ne avranno diritto, spendendo tutti i propri relativi titoli acquisti;

quali tempi ritenga necessari per ricondurre l’incresciosa vicenda in parola nel giusto alveo della logicità e legalità, nella sensibile rappresentazione dell’oggettiva urgenza di rendere ai cittadini il miglior servizio farmaceutico possibile, quantomeno sul piano logistico, adempimento che, se pur a costo zero per l’amministrazione, contribuirebbe visibilmente ed in modo rilevante a migliorare il servizio sanitario”.


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