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Politica

Sanità Siracusa: Il Botta E Risposta Tra Bono E De Benedictis

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Riportiamo di seguito le dichiarazioni di qualche giorno fa del presidente della provincia di Siracusa Nicola Bono in relazione alle dichiarazioni dell’On. De Benedictis in ordine al ricorso contro il decreto Russo:

“Ho apprezzato la presa di posizione dell’On. De Benedictis di sostegno alla decisione della Provincia Regionale di Siracusa e di tutti i 21 comuni del territorio di impugnare il decreto sulla rifunzionalizzazione dei posti letto in Sicilia, quale strumento estremo di difesa del diritto alla salute dei nostri concittadini, e di questo pubblicamente lo ringrazio. Non posso però accettare l’accusa generica e qualunquista di un centrodestra interessato a difendere la eccessiva sperequazione dei posti letto privati, rispetto a quelli pubblici, esistente tradizionalmente nella nostra provincia rispetto a qualsiasi altra realtà territoriale.

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Se l’On. De Benedictis fosse venuto all’incontro dello scorso mercoledì 12, al quale era stato invitato al pari di tutti i suoi colleghi deputati, avrebbe ascoltato dalla mia viva voce proprio la dichiarazione che appare inaccettabile che in una realtà come quella Siracusana, dove il 30 per cento dei posti letto privati risultano inutilizzati (circa 100 posti), si possa decretare un taglio solo sul versante dei posti letto pubblici pari a 140 unità. Ho altresì aggiunto che anche questo elemento sarà oggetto di opportuna valutazione da parte dei legali incaricati e se pertinente, inserito all’interno del ricorso stesso.

Queste mie dichiarazioni, insieme a quella di contestare il metodo di decretazione dei posti letto che, allo stato, mantiene procedure e provvedimenti separati tra posti letto pubblici e privati, salvo poi sommarli alla fine per calcolare unitariamente i parametri territoriali, sono state pienamente condivise da tutti gli amministratori presenti, che firmeranno il ricorso. Essendo la gran parte dei presenti del centrodestra, sarebbe opportuno che l’On. De Benedictis chiedesse scusa per avere lanciato su un argomento così delicato, accuse del tutto infondate.

Vorrei infine chiarire che in materia sanitaria è assolutamente vietato litigare e tentare operazioni strumentali, pena il fallimento delle strategie a tutela del territorio. Per tali ragioni abbiamo costituito il tavolo tecnico della sanità e svolto a tutt’oggi un’azione unitaria che ha portato alla definizione di una piattaforma comune, ed alla decisione unanime di ricorrere contro i penalizzanti provvedimenti regionali”.

Ecco la risposta di Roberto De Benedictis, vicepresidente del gruppo PD all’Ars:

“Mi dispiace che l’on. Bono abbia risposto alle mie critiche al centrodestra sulla sanità come se fossero rivolte a lui. Nessuno, infatti, ha mai pensato che egli rappresenti tutto il centrodestra, tantomeno in materia sanitaria in cui, da presidente della Provincia, non ha per legge alcuna competenza sebbene stia lodevolmente coordinando i sindaci che invece hanno un diverso ed appropriato organismo che li rappresenta.

Rimane il fatto che la sua argomentazione circa il basso indice di posti letto pubblici nel nostro territorio è sbagliata perché quell’indice nel nostro sistema sanitario non esiste ma i posti letto pubblici vengono conteggiati insieme a quelli privati. I quali, lo ripeto, nella nostra provincia sono così numerosi che sommati a quelli pubblici la fanno figurare ben dotata, così da rendere debole la richiesta di altri posti letto pubblici, almeno in forza di questo argomento.
Come molti sanno, io non alcun pregiudizio contro la sanità privata, ma se si considera quanto poco e male siano utilizzati questi posti letto, secondo i dati dello stesso assessorato alla Sanità (occupazione 48% con punte del 25%, inappropriatezza 14% con punte del 21%) trovo grave che nessuno nel centrodestra, a cominciare dai suoi deputati regionali, sollevi questo problema senza la cui soluzione, invocare più posti letto per gli ospedali è una mezza finzione.

A scanso di ulteriori equivoci, preciso che questo non può essere argomento dell’impugnativa che la Provincia sta coordinando, non essendo argomento del decreto che si vuole impugnare, ma di una diversa iniziativa politica. Tutto ciò non ha nulla a che vedere con la polemica politica fine a se stessa, che non mi ha mai riguardato e che tanto preoccupa l’on. Bono, ma è il cuore dell’interesse dei cittadini”.

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