A seguito degli articoli di stampa sull’intervento del segretario provinciale della rappresentanza sindacale di base del settore sanità Corrado Barrotta relativo a “prestazioni improprie” che verrebbero erogate dagli infermieri nella struttura dell’Hospice di Siracusa (leggi qui l’articolo), interviene il responsabile dell’Hospice, dottore Giovanni Moruzzi, con una nota che riceviamo e di seguito pubblichiamo:
“Necessarie sono alcune precisazioni dopo gli articoli di stampa per mano del sindacato presieduto dall’infermiere Barrotta. Sono innanzitutto dispiaciuto che siano pubblicate asserzioni senza alcuna contezza, dispiaciuto innanzitutto per l’utenza che potrebbe turbarsi leggendo notizie non sufficientemente accurate e per tale motivo non affidarsi nel bisogno a strutture in grado di appagare tutte le necessità della persona malata e della sua famiglia.
L’opera prestata incondizionatamente fin dall’apertura dell’U.O.S. Hospice, grazie all’aiuto e al supporto di gran parte degli operatori che ne rappresentano il profondo sostegno, ha permesso di raggiungere risultati che sono sotto gli occhi di tutti; documentati dal plauso dei mass-media, delle istituzioni politiche ma soprattutto, ed è quello che più di ogni altra cosa conta, dai nostri concittadini, che possono saggiare nel momento della sofferenza e della malattia senza più cura, lo straordinario sostegno che il pallio delle cure riesce a definire in un percorso di assistenza multidimensionale.
Nell’ambito delle cure palliative come già affermato, la persona malata e la famiglia rappresentano un’unità inscindibile, proprio per tale motivo a un malato defunto corrispondono le mille debordanti emozioni dei vivi, degli affetti che devono reggere l’urto della perdita e verso i quali tutti noi operatori abbiamo l’obbligo di rispondere in maniera adeguata.
Credere che le cose possano cambiare, questo è il pensiero che ci regge, anche di fronte alle cieche resistenze di chi purtroppo continua a interpretare il proprio lavoro in ambito sanitario come mero passaggio di badge a orari prefissati e banale conteggio mensile di vuote competenze, svilite da ogni significato che la professione sanitaria è invece in grado di regalare quando la crescita professionale si coniuga con la crescita personale, completata dall’esperienza che solo il sofferente è in grado di donare quando ascoltato.
L’infermiere Barrotta continua a confondere la tutela dei diritti dei lavoratori, con i diritti e i doveri del prendersi cura e purtroppo continua a scrivere smozzicate frasi di accusa in cui non è ben chiaro né dimostrato quale sia la presunta colpa se non quella come da lui stesso riportato “di sostenere che il malato debba essere assistito in tutti i suoi aspetti”.
L’Hospice è il luogo del “prendersi cura” in ogni aspetto, pronto a garantirne sotto la mia responsabilità, l’assoluta certezza.
Dott. Giovanni Moruzzi
Responsabile Hospice Siracusa”