Chi desidera ottenere indipendenza energetica, riduzione dei costi in bolletta e massima sostenibilità domestica, può integrare nella propria abitazione un impianto solare, utile anche a potenziare il valore stesso dell’immobile sul mercato.
Che si tratti di un sistema che consente di produrre energia elettrica rinnovabile, come ad esempio l’impianto fotovoltaico di Sorgenia, oppure di un solare termico che genera acqua calda, si tratta di una soluzione efficiente e innovativa per ridurre la dipendenza dalle fonti fossili, le emissioni e il proprio impatto ambientale.
Per fare la scelta giusta, tuttavia, è fondamentale valutare con attenzione alcuni elementi chiave, che vanno dalla struttura dell’abitazione ai consumi energetici.
Analizzare i consumi
Il fattore principale da considerare prima di valutare quale impianto solare integrare nella propria abitazione è quanta energia effettiva consuma la casa.
Questo dato dipende dal numero degli abitanti, ma anche dall’utilizzo più o meno costante di elettrodomestici ad alto assorbimento. Se il consumo è elevato, meglio optare per un impianto potente. Al contrario, per consumi contenuti è sufficiente un sistema di dimensioni ridotte.
Scegliere la tipologia
Una volta stabilito il livello di potenza e dimensione dell’impianto solare da integrare in casa, bisogna decidere su quale tipologia puntare.
Esistono impianti senza accumulo, che producono energia di giorno da utilizzare in tempo reale, mentre quella in eccesso viene immessa nella rete (compensata tramite il meccanismo dello scambio sul posto). Ci sono poi gli impianti con accumulo che, tramite batterie, immagazzinano l’energia prodotta in più per usarla anche di sera o nei momenti di bassa produzione.
Questi impianti solari offrono grande autonomia e la totale ottimizzazione dei consumi.
Valutare il posizionamento
Un altro fattore da valutare con attenzione è dove posizionare l’impianto solare domestico. Il luogo più indicato è il tetto, essendo l’area meglio esposta al sole.
Prima di procedere, è bene considerare l’inclinazione del tetto e la presenza di eventuali ombreggiamenti (alberi, antenne o altri edifici), che potrebbero limitare l’efficienza dell’impianto stesso. Se, invece, questa zona della casa non è accessibile, si può puntare su soluzioni alternative, come strutture su tetto piano, pergole fotovoltaiche o sistemi integrati su facciate.
Usufruire degli incentivi
Lo Stato italiano mette a disposizione diversi incentivi fiscali per chi installa impianti fotovoltaici.
Nel 2025, per privati e famiglie è disponibile il Bonus Casa, con detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute per l’installazione di impianti fotovoltaici su abitazioni principali (valida fino al 31 dicembre 2025), mentre per le seconde case l’aliquota scende al 36%, con limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
Attivo anche il Superbonus 70%, che copre il 70% delle spese per l’installazione, fino a 2.400 euro per ogni kW di potenza installata (fino a un massimo di 48.000 euro).
Per le famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro (o 30.000 euro per chi ha almeno quattro figli a carico) esiste invece il Reddito Energetico Nazionale, che garantisce l’installazione gratuita di impianti fotovoltaici domestici, con contributi fino a 2.000 euro più 1.500 euro per ogni kW installato, per impianti tra 2 e 6 kW. Ci sono poi ulteriori contributi per l’installazione di impianti solari, che variano a seconda della regione di residenza.
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