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Scerra lancia “Nova 2026”: “Il Movimento riparte dai cittadini. In Sicilia pronti a un’alternativa contro i disastri di Schifani”

Guardando alle prossime sfide regionali, la rotta è tracciata verso una coalizione progressista ampia. Nonostante le turbolenze interne al Partito Democratico, Scerra tende la mano agli alleati storici

Non chiamatelo semplice restyling. Per Filippo Scerra, deputato nazionale del Movimento 5 Stelle, il progetto “Nova 2026” rappresenta una vera e propria rivoluzione copernicana nel modo di intendere la politica. Un percorso che ha fatto tappa a Siracusa e Comiso, raccogliendo un entusiasmo che è andato ben oltre i confini del partito.

Il dato politico più forte emerso dagli incontri è la trasversalità della partecipazione. Scerra lo sottolinea con enfasi: “Il 53% dei cittadini che hanno dato un contributo per la costruzione del nuovo programma erano persone non iscritte al Movimento 5 Stelle”. Cittadini comuni, giovani e professionisti che hanno visto in questo processo un modo concreto per rendersi utili. “Abbiamo pensato, e ringrazio Giuseppe Conte per questo, che fosse il momento di dare la voce a loro”, ha spiegato il deputato, orgoglioso di una risposta territoriale definita “eccezionale”.

Nova Siracusa, grande partecipazione al primo incontro verso costruzione programma di governo campo largo

Incontro

L’azione del Movimento non si ferma ai confini locali. Scerra rivendica con fermezza l’identità del M5S come forza pacifista: “Siamo il primo partito in Parlamento che ha avuto da sempre il coraggio di parlare di pace e di schierarsi contro il governo Netanyahu”. Ma è sul fronte economico che l’attacco al governo Meloni si fa più serrato. Al centro della critica c’è la firma del nuovo Patto di Stabilità: “Certi vincoli europei non vanno bene e non si dovevano sottoscrivere nel 2024. Con quei parametri così rigidi andiamo tutti in difficoltà, soprattutto un Paese indebitato come l’Italia. Ora stanno pagando i cittadini“. Secondo Scerra, il governo è ora costretto a “pregare l’Europa” per ottenere flessibilità, un errore strategico che si poteva evitare.

Guardando alle prossime sfide regionali, la rotta è tracciata verso una coalizione progressista ampia. Nonostante le turbolenze interne al Partito Democratico, Scerra tende la mano agli alleati storici: “Vedo nel PD degli alleati quasi naturali quando si tratta del nostro territorio. Dobbiamo avere la maturità di essere tutti forti per battere la destra”. Tuttavia, la parola d’ordine è programmazione. Scerra non ha fretta di lanciare nomi per la presidenza: “Ci dovrà essere un momento in cui tutte le forze progressiste si siedano e individuino prima il programma più adatto per la Sicilia, perché Schifani sta facendo dei disastri enormi”. Solo dopo si cercherà la figura capace di fare sintesi tra le varie anime della coalizione.

L’intervista ha toccato inevitabilmente le ferite aperte del territorio siracusano. Sulla questione dei miasmi nella zona industriale, Scerra è netto: “Non si deve scegliere fra lavoro e salute. Parliamo di un’area che tra diretto e indotto coinvolge 40.000 persone: se la zona industriale va nella direzione sbagliata, mezza provincia ha ripercussioni economiche negative”. La ricetta proposta è fatta di più controlli ambientali regionali e l’adozione delle migliori pratiche tecnologiche da parte delle aziende.

Infine, un passaggio sui risultati ottenuti per la comunità, come il rimborso del Sisma ’90: “circa il 90-95% di chi ha fatto istanza entro il 2010 ha avuto il rimborso. È stata una cosa bellissima, ma la battaglia continua per chi è rimasto escluso: tutti devono avere gli stessi diritti”. Sul nuovo ospedale di Siracusa, invece, il monitoraggio resta costante: “L’obiettivo è che si realizzi nel più breve tempo possibile. Abbiamo dato un grande contributo e continueremo a darlo”.

Scerra conclude con un messaggio di compattezza: il Movimento in Sicilia è una “grande squadra unita“, pronta a trasformare le idee nate da Nova 2026 in una reale alternativa di governo.


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