È stato presentato dal vice presidente della Commissione parlamentare Affari Istituzionali, on. Vincenzo Vinciullo, all’Assemblea regionale siciliana un disegno di legge che reca: “Istituzione della figura dello psicologo scolastico”.
Da Palermo a tutti i comuni siciliani, anche a Siracusa, lo psicologo a scuola è ormai diventato una necessità, un professionista utile che metta a disposizione della formazione dei ragazzi le proprie competenze e il proprio contributo. E pertanto, va affiancato al gruppo docenti.
Nella relazione che introduce il disegno di legge, l’on. Vincenzo Vinciullo sostiene che la motivazione dell’introduzione di uno psicologo nelle scuole di ogni ordine e grado della Regione siciliana nasce da alcune riflessioni sui disagi che sono presenti nel mondo giovanile e che, purtroppo, sfociano spesso in fenomeni di violenza e di prevaricazione sugli altri coetanei.
“Questi disagi sono anche espressione della difficoltà relazionale, – sostiene l’on. Vincenzo Vinciullo – esistente nella scuola per cui tutti, o quasi tutti, finiscono con l’abbandonare la vita sociale per chiudersi in una drammatica solitudine. Anche recenti tragici episodi di violenza sui bambini, accaduti sia nelle scuole che nei nuclei familiari, ci parlano della solitudine di tanti minori”.
Il disegno di legge prevede la presenza di uno psicologo nei consigli di classe, destinato anzitutto a filtrare il rapporto che i docenti hanno con gli allievi nel momento della valutazione.
Lo psicologo può raccogliere il materiale adeguato alle sue ipotesi, entrando personalmente in relazione con i casi di disagio conclamato, contribuendo alla costruzione di un percorso di conoscenza e all’individuazione delle modalità di trattamento del disagio, avviando concretamente un lavoro di intersezione tra genitori, docenti e ragazzi a rischio e operando per delineare i contorni e la gravità del rischio quando esso è presente.
“Lo scopo fondante di questo disegno di legge – conclude Vinciullo – è quello di inserire una figura professionale adeguata al riconoscimento concreto e tempestivo dei casi di disagio: si crea così una legge che introduce, poco alla volta, un cambiamento cognitivo rispetto al modo di rapportarsi ai giovani e di coglierne le problematiche”.
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