Il problema dei riscaldamenti non attivi o non funzionanti nelle scuole superiori di Siracusa e in alcuni plessi di istituti comprensivi è approdato all’Assemblea Regionale Siciliana. A sollevare la questione è stato Carlo Gilistro, deputato regionale del Movimento 5 Stelle, che ha denunciato in Aula una situazione definita grave e ormai non più tollerabile.
Nei giorni scorsi, in diversi istituti scolastici del territorio si sono registrate proteste da parte degli studenti, con uno sciopero e persino l’occupazione di una scuola, per richiamare l’attenzione sulla mancanza di riscaldamento nelle aule durante le giornate più fredde.
“Continuo a ricevere segnalazioni dalle scuole perché i riscaldamenti non funzionano, mentre noi stiamo in uffici in cui tutto è climatizzato”, ha dichiarato Gilistro. “I nostri alunni, i nostri figli, invece li facciamo stare in classe al freddo. E poi ci stupiamo se i giovani lasciano la Sicilia”.
Il deputato pentastellato ha puntato il dito contro il governo regionale, accusandolo di immobilismo e di mancata reazione “dopo tre anni di denunce e segnalazioni in Aula e nelle Commissioni”. Una situazione che, secondo Gilistro, si inserisce in un quadro più ampio di criticità che colpiscono la scuola siciliana, aggravato anche dai disagi legati alla refezione scolastica a Siracusa, partita tra mille difficoltà.
“Questa è la quotidianità della scuola siciliana. Com’è possibile restare indifferenti?”, ha incalzato il deputato. “Anno dopo anno continuiamo a parlare delle stesse emergenze e questo governo mostra di non avere alcuna volontà di risolverle”.
Toni ancora più duri quando Gilistro ha sottolineato il paradosso di edifici scolastici privi di adeguata climatizzazione: “Persino in certe stalle esiste la climatizzazione, mentre i nostri studenti e i loro insegnanti sono costretti a seguire le lezioni con cappelli, giubbotti e sciarpe indosso”.
In chiusura, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha lanciato un appello a tutti i colleghi deputati affinché la questione non venga più ignorata: “Basta, serve un sussulto. Una presa di posizione forte. Sono indignato ed esorto tutti a non restare indifferenti affinché questa triste situazione possa essere una volta per tutte risolta in Sicilia”.
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