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Scuole e caldo a Siracusa, Scimonelli (Insieme): “Serve una programmazione”

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Il consigliere comunale di Siracusa, Ivan Scimonelli

“Le parole della dirigente Giuffrida meritano attenzione e, soprattutto, meritano di essere trasformate in un confronto istituzionale serio. Perché quello del caldo nelle scuole di Siracusa non è un problema che scopriamo oggi”.

A dirlo è Ivan Scimonelli, capogruppo di Insieme al Consiglio comunale di Siracusa, intervenendo sul dibattito riaperto in questi giorni sulle condizioni climatiche all’interno degli istituti scolastici e sulla necessità di ripensare, alla luce delle temperature sempre più elevate, anche il calendario scolastico.

La dirigente Giuffrida ha infatti posto l’accento sulla necessità di intervenire sugli impianti elettrici, sulla climatizzazione e sul fotovoltaico, aprendo al contempo una riflessione sulla possibilità di rivedere il calendario scolastico alla luce delle mutate condizioni climatiche.

“Nel settembre del 2023 – ricorda Scimonelli – fui tra i primi a porre formalmente la questione in Consiglio comunale, chiedendo agli uffici una mappatura degli edifici scolastici sprovvisti di impianti di climatizzazione caldo/freddo. In quella sede sostenni che fosse semplicemente inaccettabile che, in una delle città più calde d’Italia, studenti, docenti e personale scolastico fossero costretti a lavorare e studiare in ambienti privi di adeguati sistemi di raffrescamento”.

La questione, sottolinea Scimonelli, è tornata successivamente al centro dell’attività consiliare, con richieste di reperire risorse per dotare i plessi sprovvisti di impianti di climatizzazione caldo/freddo e di elaborare un piano per l’utilizzo delle energie rinnovabili e dell’efficientamento energetico.

“Oggi – continua il consigliere – le parole della dirigente Giuffrida confermano che avevamo posto un problema reale e strutturale. E proprio per questo credo che la sua proposta debba essere raccolta e rafforzata dalla politica. Non possiamo continuare a discutere di caldo nelle scuole ogni volta che arriva settembre, per poi dimenticarcene quando le temperature scendono”.

“La climatizzazione delle scuole non può essere considerata un optional, soprattutto in una città come Siracusa. È una questione che riguarda il diritto allo studio, il benessere degli studenti e la dignità di chi nelle scuole lavora ogni giorno”.

Secondo Scimonelli, però, il tema non può essere affrontato soltanto attraverso l’installazione di qualche climatizzatore.

“Serve un piano complessivo per l’edilizia scolastica, che parta da una mappatura aggiornata di tutti i plessi: quali sono climatizzati, quali necessitano di interventi sugli impianti elettrici, quali hanno infissi o sistemi di schermatura inadeguati, quali possono essere oggetto di interventi di efficientamento energetico e quali possono essere alimentati attraverso il fotovoltaico e le fonti rinnovabili”.

“La stessa dirigente Giuffrida indica una direzione che condivido: climatizzazione, efficientamento energetico, fotovoltaico e una riflessione sul calendario scolastico devono essere pezzi della stessa strategia. Non possiamo limitarci a comprare climatizzatori senza verificare se gli impianti elettrici degli edifici siano adeguati a sostenerli, né possiamo pensare di affrontare il problema energetico senza utilizzare tutte le opportunità offerte dalle fonti rinnovabili”.

Ma, secondo Scimonelli, il confronto deve necessariamente essere esteso a tutta la scuola siracusana.

“Per questo motivo ritengo importante che il confronto non rimanga circoscritto alle dichiarazioni della dirigente Giuffrida. La sua voce deve essere l’occasione per ascoltare tutti i dirigenti scolastici della città, raccogliendo direttamente da loro le criticità dei singoli istituti: temperature raggiunte nelle aule, presenza o assenza di impianti di climatizzazione, adeguatezza degli impianti elettrici, necessità di interventi sugli infissi e sulle schermature solari, possibilità di installare impianti fotovoltaici e ogni altra esigenza legata al comfort e all’efficientamento energetico degli edifici”.

“Credo sia arrivato il momento di costruire un tavolo di confronto tra Amministrazione comunale e dirigenti scolastici, perché sono loro, quotidianamente, a conoscere meglio di chiunque altro le condizioni dei propri istituti. Solo mettendo insieme queste esigenze sarà possibile elaborare una fotografia reale della situazione e, successivamente, un piano di interventi serio, ordinato per priorità e sostenibile nel tempo. La proposta della dirigente Giuffrida, dunque, non va soltanto condivisa: va raccolta e allargata a tutta la comunità scolastica siracusana”.

C’è poi il tema del calendario scolastico.

“Anche su questo – aggiunge Scimonelli – credo sia arrivato il momento di aprire una discussione seria. Se il cambiamento delle condizioni climatiche rende sempre più difficili le prime settimane di scuola, soprattutto in alcune aree del Mezzogiorno, non possiamo continuare a ragionare sul calendario scolastico come se fossimo trent’anni fa. La proposta va naturalmente discussa nelle sedi competenti, con il coinvolgimento del mondo della scuola e della Regione, ma non può essere liquidata come una provocazione. La cosa più importante, però, è non perdere ancora una volta tempo. La mia mozione e le mie richieste risalgono a tre anni fa. Oggi siamo ancora qui a parlare dello stesso problema. Questo significa che dobbiamo passare dalle dichiarazioni ai fatti”.

Scimonelli conclude con una proposta precisa:

“Chiederò che l’Amministrazione comunale faccia il punto sullo stato di attuazione di quanto già richiesto dal Consiglio comunale e che venga messa a disposizione una mappatura aggiornata della climatizzazione degli edifici scolastici di competenza comunale, indicando per ogni plesso le criticità e gli interventi necessari. Da lì dobbiamo costruire un cronoprogramma e individuare le risorse, utilizzando anche le opportunità disponibili per l’efficientamento energetico e la produzione da fonti rinnovabili Alla dirigente Giuffrida va quindi il merito di aver riacceso i riflettori su una questione che non deve diventare l’ennesima emergenza stagionale. Il caldo nelle scuole non è un’emergenza: è una condizione strutturale con la quale dobbiamo imparare a confrontarci. E una città come Siracusa deve essere all’altezza di questa sfida”.

Ottavio Gintoli

Ottavio Gintoli

Giornalista pubblicista dal 2012, di base a Noto. Ha iniziato con lo sport e oggi scrive di politica, cronaca, cultura ed eventi. Firma anche per La Sicilia; nel network dal 2015. Il…

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