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Scuole superiori al gelo nel Siracusano, la CGIL denuncia: “Diritti allo studio e alla salute calpestati”

Secondo il sindacato, non si tratta di un’emergenza improvvisa né di un evento imprevedibile, ma della conseguenza diretta di una mancata programmazione e di ritardi negli interventi di manutenzione

Il segretario generale della Cgil Franco Nardi

Aule gelide, studenti costretti a seguire le lezioni con cappotti e sciarpe, docenti e personale scolastico al lavoro in condizioni inadatte e potenzialmente dannose per la salute. È questo il quadro denunciato dalla CGIL in merito alla situazione di diversi istituti di istruzione superiore della provincia di Siracusa, alle prese da giorni con gravi problemi di riscaldamento.

Secondo il sindacato, non si tratta di un’emergenza improvvisa né di un evento imprevedibile, ma della conseguenza diretta di una mancata programmazione e di ritardi negli interventi di manutenzione da parte delle istituzioni competenti, a partire dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa, ente proprietario degli edifici scolastici.

“La scuola pubblica viene ancora una volta lasciata sola” denuncia la CGIL, “mentre vengono compromessi diritti fondamentali come quello allo studio e alla salute, entrambi tutelati dalla Costituzione”. Le temperature all’interno delle aule, spiegano dal sindacato, sarebbero ben al di sotto dei limiti previsti dalla normativa, configurando una possibile violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

A intervenire sono il segretario generale della CGIL di Siracusa, Franco Nardi, e il segretario della FLC CGIL, Giovanni La Rosa, che parlano di una “disattenzione cronica verso la scuola pubblica” e di una gestione inefficiente che penalizza studenti, docenti e personale ATA. “Le scuole sono luoghi di lavoro a tutti gli effetti – sottolineano – e non è accettabile pretendere che chi insegna e chi lavora lo faccia in condizioni che mettono a rischio la salute”.

Il sindacato chiede interventi immediati e risolutivi, invocando assunzione di responsabilità, investimenti strutturali e una manutenzione costante degli impianti. “L’inverno arriva ogni anno – affermano – e i controlli sugli impianti di riscaldamento devono essere effettuati per tempo, non quando l’emergenza è già esplosa”.

La CGIL avverte infine che, in assenza di risposte concrete, le istituzioni saranno chiamate a rispondere politicamente e socialmente delle proprie scelte. “La scuola pubblica non può essere lasciata al freddo – conclude il sindacato – perché la dignità e la sicurezza di chi studia e lavora non sono negoziabili”.


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