In tendenza

Secondo rinvio a giudizio per l’ex soprintendente ai beni culturali di Siracusa

Calunnia e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici

Un altro rinvio a giudizio per l’ex soprintendente ai beni culturali di Siracusa, Rosalba Panvini, per calunnia e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

Secondo la Procura di Palermo la Panvini avrebbe denunciato, tramite una nota inviata al dirigente Generale e all’assessore regionale dei Beni Culturali, una funzionaria per abuso d’ufficio pur consapevole dell’innocenza di quest’ultima. Infatti, si legge nel documento della Procura, l’ex soprintendente avrebbe accusato la funzionaria di aver “indebitamente curato l’istruttoria di un procedimento amministrativo e di aver indebitamente nominato un archeologo esterno all’amministrazione per l’espletamento di indagini archeologiche all’interno di un cantiere”.

Rosalba Panvini è già coinvolta in un processo che la vede indagata per abuso d’ufficio, minacce e violenza a incaricato di pubblico servizio dal gup del tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato. La vicenda ha preso il via lo scorso giugno dalle accuse di atteggiamenti vessatori dell’allora soprintendentente verso il personale della sezione archeologica. Allora, il punto nodale della vicenda (Pm Tommaso Pagano), il demansionamento del dirigente dell’unità archeologica che ne avrebbe “minato” l’immagine professionale e le presunte minacce nei confronti di una funzionaria della stessa sezione su un procedimento riguardante lavori a Marianelli, all’interno dell’oasi di Vendicari. L’ex soprintendente l’avrebbe costretta (pena procedimenti disciplinari) a redigere la relazione a seguito di un sopralluogo senza menzionare l’elevato interesse archeologico dell’area.

E l’ex soprintendente, in relazione al rinvio a giudizio disposto dal Gup del Tribunale di Palermo, confida nella giustizia avendo massima fiducia nella magistratura dicendo che dimostrerà in giudizio la correttezza del proprio operato e l’estraneità a qualsiasi condotta di rilevanza penale così come già riscontrato dagli ispettori il 24 luglio 2018: “la Soprintendente ha ritenuto di avocare i provvedimenti al fine di salvaguardare l’amministrazione in tutti quei casi in cui i destinatari (i privati) dei provvedimenti, a parere del Soprintendente, venivano onerati dell’obbligo di nomina di un archeologo esterno come previsto dal D.L 50/2017”; dall’Udp Funzione Pubblica della Regione Siciliana che il 14 settembre 2018 ha archiviato nei suoi confronti un procedimento disciplinare sporto dagli odierni querelanti e dall’Anac che il 20 giugno 2019, ha archiviato il procedimento avente a oggetto i medesimi fatti.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo