Cultura

Serate estive al “sapore di cultura alternativa”

Condividi

Quest’estate siracusana sembra essere iniziata nel segno dell’arte. Tanti i momenti culturali della stagione, alcuni già avvenuti, altri in programmazione.

E se fino a qualche anno fa restavano iniziative di nicchia, adesso i giovani aretusei più impegnati in eventi di cultura aprono il loro sipario e si fanno scena nei luoghi più gettonati delle serate siracusane.

Lo scorso 6 luglio, infatti, Esiba Arte ed Il Funambolo hanno inaugurato la serie di appuntamenti teatrali de La Factory con un mix di performance frutto dell’incontro fra improvvisazione, cabaret e ricerca.

La Factory insieme ad Esiba Arte ed Il Funambolo lungo lo stesso filo conduttore, verso una meta di intrattenimento alternativo, in cui arte e socialità si mischiano.

La Factory nasce come “locale notturno” ma non è solo questo. Fonda la sua essenza in un’eterogeneità di performance, tentando di inglobare in sé discipline di ogni genere artistico che incontrano bene l’impegno teatrale di Esiba Arte ed Il Funambolo.

Il gruppo di attori punta il proprio impegno all’interazione con il pubblico, in un momento teatrale che sia una negoziazione tra chi la scena la vive e chi invece la guarda da spettatore.

La prima performance della serata di inaugurazione, si è imperniata, infatti, sulla ribellione alla logica dello spettacolo da parte di due decadenti personaggi circensi, interpretati da Marco Pisano ed Angelo Abela per Esiba, i quali mettono da parte il loro ruolo classico sul palco, invitando la platea a diventare parte attiva della scena.

Fuori dai canoni tradizionali, per sperimentare le possibilità dell’improvvisazione e dello scambio col pubblico. Originale nota di biunivocità che mette fine alla passività di una parte fondamentale dello spettacolo, il pubblico.

Successivamente, Maurizio Battista, per Il Funambolo, ha recitato due monologhi di cui è anche lo scrittore. L’interpretazione si è costituita di due pezzi teatrali incentrati sull’esplorazione del gioco linguistico e mimico, della musicalità vocale e del ritmo: Orlando&Rinaldo e Dante&Virgilio rivisitano in chiave comica alcuni sprazzi della nostra letteratura più alta per dar loro una nuova vitalità, nuovi accenti e inaspettata potenza surreale.

In evidenza anche il tema del giudizio e del libero arbitrio, in una performance finale che ha visto i tre attori sopracitati nella rivisitazione di uno scritto teatrale di Stefano Benni, intitolato Astaroth. Interpretazione ironica mista ad una vena di amarezza. Un vecchio diavolo, che giudica e smista anime, di fronte all’inflessibilità del giudizio divino non può fare a meno di ribellarsi e scegliere la speranza umana.

“Il cambiamento del punto di vista e lo sforzo di osservare senza pregiudizi – afferma Marco Pisano – costituiscono il fil rouge della serata. Scelta non casuale, a dimostrazione che il teatro non muore dentro i teatri, ma vive in tutti quei luoghi aperti al fermento e alla contaminazione”.