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Si chiude un contenzioso lungo mezzo secolo: 4 milioni di euro per la vecchia centrale del latte di Siracusa

Il Comune di Siracusa ha deciso di chiudere il contenzioso con la Finanziaria industriale srl sulla costruzione e gestione di una centrale di produzione e distribuzione del latte (risalente al 15 ottobre 1955) a meno della metà dell’importo richiesto dalla società

Quattro milioni di euro per mettere fine a una vicenda risalente a oltre mezzo secolo fa. Il Comune di Siracusa ha deciso di chiudere il contenzioso con la Finanziaria industriale srl sulla costruzione e gestione di una centrale di produzione e distribuzione del latte (risalente al 15 ottobre 1955) a meno della metà dell’importo richiesto dalla società. Quattro rate, la prima da 1,6 milioni di euro a il 31 marzo, le altre 3 da 800 mila euro da corrispondere entro dicembre 2022, dicembre 2023 e dicembre 2024 per evitare il pagamento degli 8,9 milioni di euro voluti dall’azienda.

Partendo da questi presupposti l’avvocato difensore di Palazzo Vermexio, Giuseppe Cappello, chiederà un congruo rinvio dell’udienza fissata per oggi alla Corte d’Appello di Catania così da definire la lite in attesa del completamento almeno dei 2,4 milioni di euro entro l’anno in corso che di fatto porterebbe la controparte abbandonare il contenzioso. E così, in attesa del via libera dalla Giunta e dal commissario, la spesa riguardante la prima rata è stata impegnata.

Nel 2010 il Tribunale di Siracusa ha condannato il Comune di Siracusa al pagamento di 274.456,00 euro a titolo di indennizzo per indebito arricchimento a seguito della stipula di una convenzione risalente al
1955 per la costruzione e la gestione di una centrale del latte. Applicando interessi legali, rivalutazione monetaria e altro. L’ammontare da saldare ha raggiunto una cifra complessiva a 6 zeri. L’annosa e complessa vicenda giudiziaria si è trascinata nei tribunali di mezza Sicilia. La sentenza di primo grado è stata annullata e il ricorrente è quindi tornato alla carica chiedendo un risarcimento di 8,9 milioni di euro. E per evitare danni ulteriori, si punta ad accordarsi per la metà.


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