Si torna al voto per l’ex Provincia. Ma senza i rappresentanti di Siracusa, Pachino, Floridia e Augusta…

Il 19 aprile le elezioni per il presidente della ex Provincia, ma per allora non potranno votare i Consigli comunali di Siracusa, Pachino e Floridia mentre Augusta andrà alle urne due mesi dopo

Alcuni dei sindaci che potranno aspirare alla presidenza

Il Governo regionale ha fissato per il 19 aprile le elezioni per il presidente della ex Provincia di Siracusa, ma per allora non potranno votare i Consigli comunali di Siracusa (in attesa di conoscere l’esito del Cga sul sindaco, fissato l’8 aprile), oltre che i Comuni di Pachino e Floridia. Per motivi diversi, sono tutti commissariati. A rischio ci sono poi Avola (si resta in attesa della decisione della commissione prefettizia) e, forse, Portopalo. Dove pende un ricorso al Tar e uno gerarchico dopo il doppio voto del bilancio.

Quella di tornare a votare, in realtà, sarebbe una buona notizia per il Libero consorzio di Siracusa, per mettere la parola fine alla fase di commissariamento iniziata con la sciagurata decisione di Crocetta e che, insieme con il prelievo forzoso dello Stato, ha messo in ginocchio gli enti locali. Si torna al voto, ma sarà – a meno di ulteriori spostamenti – di secondo livello. Vale a dire che a eleggere il presidente e il Consiglio del Libero consorzio saranno i sindaci e i consiglieri comunali dei 21 comuni della provincia. E in questo momento storico i Comuni della provincia vivono un momento particolarmente complesso e l’ex deputato regionale Vincenzo Vinciullo accusa la Regione di “miopia e strafottenza” nei confronti della provincia di Siracusa.

Vinciullo accusa il Governo regionale di non tenere presente il caso emblematico siracusano, dove oltre 200 mila persone, cioè più della metà dei suoi abitanti, non può partecipare al voto.

A Siracusa, infatti, l’8 aprile si attende la decisione del Cga che potrebbe consentire ai consiglieri comunali (alcuni hanno comunque presentato ricorso al Tar contro lo scioglimento) di votare, così come potrebbe sancire il commissariamento anche del sindaco. O lasciare la situazione così com’è, sancendo quindi l’estromissione dei consiglieri dal voto, sostituiti dal commissario. Sono senza sindaco e consiglieri comunali anche Pachino e Floridia mentre quest’anno si dovrà eleggere il nuovo Consiglio comunale di Augusta.

Il voto già di per sé non è semplice, visto che politicamente da un lato la destra siracusana deve trovare la quadra tra le tante anime che la vivono, mentre la sinistra – che ha già superato quella fase, autodistruggendosi – non ha alcuna forza propulsiva nel suo partito più rappresentativo (il Pd) e si è spesso mascherata dietro il civismo. La Lega a Siracusa e provincia non ha attecchito, il M5S ha come unico rappresentante il sindaco di Augusta, Cettina Di Pietro, che non può ambire alla presidenza dell’ente perché in scadenza. La rosa dei nomi, oggi, non è affatto ampia e alcune voci danno il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, in rampa di lancio. Ha esperienza, forza politica, memoria storica e conoscenze a vari livelli. Tra i principali oppositori potrebbe essere il sindaco di Siracusa, Francesco Italia (a meno di Cga) mentre Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e capo dell’Ufficio di Gabinetto del sindaco Italia sembra essere già oberato di ruoli. A nutrire ambizioni (prima a sinistra, oggi a destra) c’è anche il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, che pare voglia pensare alla presidenza dell’ente di via Roma. Non interessato, oggi, il sindaco di Avola Luca Cannata.

In tutte queste ipotesi, però, si insinua il voto (orientato da Musumeci?) dei commissari ad acta insediatisi nei Comuni. “Quello che sorprende – chiosa Vinciullo – è il fatto che la provincia di Siracusa non abbia trovato nessuno che abbia difeso il diritto del territorio ad essere rappresentato non dalla minoranza dei cittadini ma dall’intera realtà. Escludere siracusani, pachinesi, floridiani ed augustani dalla scelta del nuovo presidente della Provincia mi sembra proprio una cosa assurda ed insopportabile politicamente e umanamente”.


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