Resta alta la tensione sui mercati energetici, complice anche la ripresa degli scontri tra Iran e Stati Uniti nelle scorse settimane. Una situazione che si riflette pesantemente anche sull’Italia: a luglio il costo dell’elettricità è cresciuto del 18,52% rispetto a giugno, mentre il gas ha segnato un +20,04%. Come riporta Sky Tg24, si tratta dei livelli più elevati toccati nel corso del 2026.
Il trend, secondo i dati, appare tutt’altro che episodico. Nella settimana compresa tra lunedì 27 luglio e domenica 2 agosto, il Gestore dei Mercati Energetici (Gme) ha rilevato un prezzo medio dell’elettricità (Pun Index Gme) di 177,16 euro/MWh, in salita rispetto ai 169,98 euro/MWh della settimana precedente. Anche i volumi scambiati sulla borsa energetica sono cresciuti, arrivando a 5,7 milioni di MWh (contro 5,5 milioni nei sette giorni precedenti), con una liquidità dell’85%. A livello territoriale, i prezzi medi hanno oscillato tra i 171,62 euro/MWh della Sardegna e i 183,77 euro/MWh della Sicilia, che si conferma la regione più cara.
Aumenti anche per il gas dei clienti vulnerabili
Non va meglio sul fronte del gas. A luglio il prezzo di riferimento per i clienti vulnerabili è salito a 134,40 centesimi di euro al metro cubo, con un incremento del 9,7% rispetto a giugno. Lo ha comunicato l’Arera, spiegando che “dopo gli ultimi due aggiornamenti pressoché stabili, per il mese di luglio 2026 le quotazioni all’ingrosso hanno subito un deciso rialzo”. L’aumento coinvolge circa 2,3 milioni di utenti ancora nel Servizio di tutela della vulnerabilità, per i quali il prezzo della sola materia prima gas si attesta a 56,69 euro/MWh.
Per il nuovo cliente tipo, con consumi medi di 1.100 metri cubi annui, la spesa si compone così: 63,81 centesimi (47,48% del totale) per l’approvvigionamento del gas; 5,83 centesimi (4,34%) per la vendita al dettaglio; 24,19 centesimi (18%) per distribuzione, misura, trasporto e qualità; 4,98 centesimi (3,7%) per gli oneri di sistema; 35,59 centesimi (26,48%) per le imposte.
L’allarme delle associazioni dei consumatori
La questione è finita al centro dell’attenzione delle associazioni dei consumatori. Per il Codacons, l’annuncio dell’Arera “conferma la stangata estiva” sui consumi energetici degli italiani: l’aumento del 9,7% per i clienti vulnerabili si traduce in una maggiore spesa annua di 130,7 euro a nucleo familiare rispetto a giugno, a parità di prezzi. La bolletta media del gas sale quindi a 1.478,4 euro annui, che sommati ai 632,6 euro della luce portano il totale a 2.111 euro per un utente vulnerabile.
L’associazione segnala inoltre che i rincari colpiscono anche il mercato libero: secondo l’Istat, a luglio l’aumento è stato del 7,4% per il gas e del 10,4% per l’elettricità, in un contesto aggravato dal massiccio utilizzo di condizionatori per far fronte al caldo estremo che dura da maggio.
Sulla stessa linea l’Unione Nazionale Consumatori (Unc), secondo cui l’aumento del 9,7% comporta un aggravio teorico di 130,68 euro annui per le famiglie vulnerabili, ipotizzando prezzi costanti nei prossimi dodici mesi. La spesa totale, calcolata dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, sale così a 2.111 euro complessivi tra gas e luce.
Il vicepresidente Unc Marco Vignola ha commentato: “Il prezzo del gas decolla. Si tratta del terzo prezzo più alto dall’inizio delle serie storiche. Bisogna tornare al 2022 per battere questo record”. Vignola segnala inoltre che l’attuale rincaro, legato principalmente ai consumi per la cottura dei cibi a luglio, “non incideranno sulle famiglie” nell’immediato, ma restano “un’avvisaglia di quello che potrà accadere a ottobre, all’inizio della stagione termica, se la situazione in Medio Oriente non sarà risolta e la navigazione nello Stretto di Hormuz non sarà ripresa regolarmente”.