Simage in Sicilia, dopo il sì dell’Ars esulta Pasqua (M5S) ma per Confindustria Siracusa “si ostacolano le industrie, non l’inquinamento”

Da una parte il deputato regionale del Movimento 5 Stelle esulta per il provvedimento approvato, dall'altra il presidente di Confindustria Siracusa che lo critica aspramente ritenendolo uno strumento superato

Nella giornata di ieri il parlamento regionale ha approvato la legge abbinata al ddl Calderone e condivisa tra le varie forze politiche grazie alla quale sarà potenziato e integrato un sistema con tutti i sensori e le centraline per il monitoraggio ambientale nelle grandi aree industriali, come Priolo-Augusta-Melilli, Milazzo, Gela. Un provvedimento sul tema di inquinamento industriale che da una parte fa esultare il deputato regionale e capogruppo all’Ars del Movimento 5 Stelle, Giorgio Pasqua (promotore della legge) ma dall’altro fa storcere e non poco il naso al presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona che senza mezzi termini definisce il Simage uno strumento superato.

Per Pasqua il sistema Simage di cui si dovrà dotare anche Arpa Sicilia “è una conquista per i cittadini. La salute di chi vive nelle aree industriali sarà più tutelata, grazie a una rete integrata e rafforzata per il controllo dell’inquinamento ambientale. La legge è stata accolta con soddisfazione sui territori – dice Pasqua – dove i cittadini scontano sulla propria pelle gli effetti dell’inquinamento.

Anche se così non sembrerebbe ascoltando le parole del numero uno di Confindustria Siracusa, Diego Bivona. Per il presidente degli industriali, infatti “si fa sempre più grande il divario tra chi studia, fa ricerca, investe e produce risultati per coniugare il progresso ed il rispetto dell”habitat” in cui si vive e chi invece preferisce seguire “scorciatoie” per arrivare ad un effimero successo personale cavalcando la rabbia e la paura della gente“. Parole al vetriolo che come obiettivo sembrano proprio avere il deputato regionale del Movimento 5 Stelle e i colleghi di Forza Italia.

Il sistema “Simage” già presente nell’area industriale di Porto Marghera, dovrebbe consentire di stabilire in tempo reale la sostanza inquinante e la sua origine, perché prevede il rafforzamento e l’ interconnessione della rete di sensori, pubblici e privati, dislocati nel territorio e nei singoli camini industriali. Dati che arriveranno alla sala operativa dell’Arpa che così dovrebbe poter agire di conseguenza.

I cittadini subiscono quasi tutti i giorni molestie olfattive di origine industriale – prosegue Pasqua – e non sanno a cosa esse siano dovute. Attualmente, non si riesce a determinare rapidamente l’origine della sostanza inquinante. A Priolo, una centralina accanto a un asilo, ad esempio, ha rilevato quantità di arsenico, ma dell’inquinante si è saputo solo a distanza di un anno. La legge, inoltre, inasprisce sanzioni per chi inquina – conclude Pasqua – e introduce sanzioni per chi non trasmette i dati (fino a 300mila euro o addirittura la revoca delle concessioni). A incassarle saranno i Comuni, che beneficeranno così di un risarcimento per i danni subiti dai propri territori”.

Ma se Pasqua esulta, Bivona appare particolarmente corrucciato e nell’attesa di leggere approfonditamente gli emendamenti che sono stati apportati al disegno di legge approvato all’Ars, si dichiara stupito del fatto che si voglia contrastare l’inquinamento aumentando le sanzioni pecuniarie “e utilizzando lo strumento di un privato in modo difforme ed inefficace, perché realizzato per le specificità di Porto Marghera. Ancor più stupiti si resta a leggere alcune dichiarazioni che legano il cancro all’inquinamento industriale, inducendo i cittadini, così, a non premunirsi contro i maggiori responsabili: il fumo, le abitudini alimentari, i fattori genetici, lo stile di vita e disconoscendo che, come evidenziano le fonti scientifiche, l’inquinamento industriale incide solo per il 10% circa. Ci sembra che Forza Italia e 5 Stelle – il secco commento del presidente di Confindustria Siracusa – abbiano fatto fronte comune per varare una legge per contrastare le industrie in Sicilia e non l’inquinamento.”

Il numero uno degli industriali ricorda come Confindustria stia cercando di far dialogare il mondo dell’impresa con quello della Politica, “per far capire che le industrie sono da anni impegnate in un progressivo e continuo miglioramento delle proprie performances ambientali“, controllate dai tecnici del Ministero dell’Ambiente, Regione ed Arpa. Quelle Bat che proprio in questi giorni sono al centro degli appuntamenti che la commissione istruttoria per il rinnovo delle Aia (le autorizzazioni integrate ambientali) sta affrontando a Priolo e negli stabilimenti della zona industriale.


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