“Quella di sabato è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. È così che Francesco Davide Scaduto, vicepresidente del Con.Si.Pe., sindacato di Polizia Penitenziaria, descrive quanto accaduto nella notte tra sabato e domenica all’interno della casa circondariale di Cavadonna, dove 11 agenti della Polizia Penitenziaria sono finiti al pronto soccorso dopo essere stati coinvolti in una colluttazione con alcuni detenuti.
Scaduto era questa mattina al sit-in organizzato dal sindacato davanti all’istituto di pena e ha voluto innanzitutto esprimere solidarietà e vicinanza agli agenti coinvolti.
Secondo la ricostruzione fornita dal vicepresidente del sindacato, i fatti sarebbero maturati dopo che alcuni detenuti, definiti “facinorosi”, avevano raggiunto il tetto a terrazzo di un padiglione dell’istituto. Gli agenti, alcuni dei quali erano in servizio sin dalla mattina e trattenuti fino alla sera, avrebbero quindi raggiunto i detenuti con l’obiettivo di instaurare un dialogo e cercare di convincerli a desistere dal compiere ulteriori gesti.
“Una volta individuati i detenuti facinorosi che sono saliti sopra i tetti, sopra un tetto a terrazzo del padiglione – racconta Scaduto – hanno pensato bene di raggiungerli, soprattutto per ingaggiare un colloquio, per chiarire magari certi aspetti che non erano stati chiariti e cercare di dissuaderli dal porre in essere altri atti anticonservativi”.
Il tentativo di dialogo, però, sarebbe degenerato. “Purtroppo il dialogo non è stato ben inteso e quindi chiaramente anche lì c’è stata una colluttazione“, riferisce il vicepresidente del Con.Si.Pe.
Il bilancio è stato pesante: gli 11 agenti coinvolti sono stati accompagnati al pronto soccorso con prognosi comprese tra 12 e 30 giorni. Ma, sottolinea Scaduto, quello di sabato notte non sarebbe stato un episodio isolato. Altre aggressioni si sarebbero infatti verificate sia il giorno successivo sia nei giorni immediatamente precedenti.
“Anche il giorno dopo ci sono state altre aggressioni e anche qualche giorno precedente ce n’erano state”, ha spiegato. Una sequenza di episodi che, secondo il sindacato, restituisce la dimensione della pressione alla quale è sottoposto il personale di Cavadonna.
Ed è proprio questo uno degli elementi al centro della mobilitazione di oggi: non soltanto la gravità dell’ultima aggressione, ma la necessità di intervenire su una situazione che il sindacato considera ormai non più sostenibile.
La manifestazione ha visto la presenza di un agente che aveva subito l’aggressione nella notte tra sabato e domenica, ma anche di numerosi altri appartenenti alla Polizia Penitenziaria che, nei giorni precedenti, avevano dovuto fare i conti con episodi analoghi.
Il dato richiamato da Scaduto è particolarmente significativo: “Nel giro di tre giorni abbiamo perso 20 unità” ha affermato, riferendosi agli agenti rimasti fuori servizio a seguito delle aggressioni. Numeri che si aggiungono alle altre criticità denunciate oggi dal Con.Si.Pe., a partire dalla carenza di organico e dalle condizioni di lavoro all’interno di Cavadonna.