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Siracusa, 308 mila euro per riaprire il “Teatro della Verdura”: c’è il sì del Consiglio comunale

Il Consiglio comunale ha poi approvato il nuovo “Regolamento sul compostaggio”, predisposto dalla III Commissione, ed illustrato all'Aula dal suo vice presidente Andrea Buccheri. Permetterà all'Ente di attingere a finanziamenti con fondi statali

Il Consiglio comunale di Siracusa ha esitato favorevolmente i due provvedimenti all’ordine del giorno della seduta di ieri sera. Permetteranno all’ente di partecipare ad altrettante misure di finanziamento, una per la riqualificazione delle Latomie dei Cappuccini, l’altra per l’incentivazione della pratica del compostaggio.

È toccato all’assessore alla Cultura Fabio Granata illustrare gli interventi che interesseranno l’area delle Latomie per poco meno di 308 mila euro e che saranno finanziati con fondi europei del Programma di azione e coesione della Sicilia, erogati dalla Regione. Il progetto prevede la realizzazione di un palcoscenico in legno di 200 metri quadrati; una platea da 570 posti; quattro vie di accesso ed esodo tra loro contrapposte, sempre illuminate; l’impianto elettrico completo di gruppo elettrogeno; l’impianto antincendio; l’ascensore ed i servizi igienici. “Permetterà– ha concluso Granata- la riapertura del “Teatro della Verdura” ubicato sotto il giardino di Villa Politi, che ha una capienza di oltre 500 posti: diventerà un ulteriore proscenio all’aperto nella disponibilità del Comune”.

Nel dibattito che ne è seguito sono intervenuti Ferdinando Messina, primo firmatario di un emendamento di merito sulla competenza del Consiglio ad approvare una proposta progettuale; Michele Mangiafico, che oltre a questo aspetto procedurale, ha richiamato l’attenzione sulla necessità che si lavori anche per progetti a favore delle fasce socialmente più deboli; e posto la questione sulla prossima gestione delle Latomie, per la quale Giuseppe Impallomeni, ricordando il lavoro della Commissione che presiede, ha auspicato il ricorso ad una gestione professionale per una loro fruizione ottimale. Rassicurazioni in merito sono venute dal sindaco, Francesco Italia, che ha sottolineato tra gli altri aspetti come “Quello delle Latomie sia un progetto anche di coesione sociale per la quantità e qualità degli interventi di attrezzamento previsti a favore delle persone diversamente abili, che permetterà di allargare la platea dei beneficiari”.

Il Consiglio comunale ha poi approvato il nuovo “Regolamento sul compostaggio”, predisposto dalla III Commissione, ed illustrato all’Aula dal suo vice presidente Andrea Buccheri. Permetterà all’Ente di attingere a finanziamenti con fondi statali.

Rispetto al testo originario, la proposta è stata approvata con alcuni emendamenti migliorativi resi dalla Commissione stessa, uno dal consigliere Messina ed un altro dal gruppo dei Verdi.  Il provvedimento prevede tre modalità diverse di smaltimento in loco della frazione di rifiuto organico: domestica per le singole famiglie; di prossimità (o locale); di comunità. Per questa pratica il Comune, oltre all’incentivazione, destina anche spazi verdi urbani che però, recependo un emendamento del consigliere Ferdinando Messina, saranno preclusi alle utenze non domestiche.

La pratica della “Compostiera” prevede di depositare gli scarti di cucina e gli scarti vegetali all’interno di compostiere così da produrre concime organico da utilizzare nei terreni. Chi deciderà di farlo otterrà in cambio uno sconto sulla Tari la cui entità sarà definita in un apposito Regolamento che il Consiglio comunale dovrà approvare.

Il cittadini iscritti alla Tari che presenteranno la richiesta per il compostaggio domestico riceveranno gratuitamente una compostiera progettata per una famiglia di 3-4 persone capace di produrre concime per un terreno di 80-100 metri quadrati. La compostiera, avente gli stessi requisiti, potrà essere acquistata anche dai cittadini e dovrà essere posizionata ad almeno 2,5 metri dal confine di proprietà, salva autorizzazione scritta dei vicini. La distanza sale a 12 metri in caso di compostaggio con il sistema di concimaia o buca, cassa di compostaggio in legno, cumulo su terreno. L’area deve essere di proprietà o nella disponibilità del richiedente, deve trovarsi nelle immediate vicinanze dell’abitazione o, in caso contrario, deve essere abitualmente frequentata per “motivi di lavoro o per pratiche di coltivazione”. Le compostiere devono essere collocate all’aperto e poggiare sul suolo naturale. Le domande devono essere presentate entro il 20 gennaio di ogni anno; chi accede al servizio sarà iscritto a un albo dei “compostatori”, potrà essere sottoposto a verifiche e sarà ritenuto responsabile di eventuali danni al contenitore in caso di “evidente imperizia” nel suo utilizzo. È possibile cessare la pratica del compostaggio domestico, perdendo il diritto allo sgravio della Tari, e dando comunicazione all’Ente attraverso un modulo precompilato.

Il compostaggio di prossimità avverrà attraverso apparecchiature capaci di trattare fino a un massimo annuo di 80 tonnellate di rifiuto organico prodotto all’interno del Comune o di Comuni confinanti legati da convenzione. Chi ne chiede l’attivazione deve nominare un gestore in possesso dei requisiti di legge, di Scia e di parere favorevole dell’Arpa. L’apparecchiatura potrà essere posizionata all’interno dei centri comunali di raccolta, isole ecologiche, terreni agricoli e demaniali previo rispetto della normativa e delle prescrizioni urbanistica, antisismica, ambientale, di sicurezza, antincendio e igienico-sanitaria.

Il compostaggio di comunità si realizza con apparecchiature di diversa capacità di trattamento: fino a 10, fino a 60 e fino a 130 tonnellate. Può essere conferito rifiuto organico di origine domestica e non domestica da parte di utenti riuniti in condomino, associazione, consorzio, società non industriale, e grazie ad un emendamento dei Verdi, anche da Istituti scolastici e strutture ricettive. L’utente associato deve essere in possesso di un regolamento per il compostaggio, della Scia, di un responsabile e di un conduttore dotato della necessaria qualifica. L’apparecchiatura deve essere ubicata in un’area “nelle immediate vicinanze delle utenze conferenti o al massimo entro un chilometro di distanza”. Anche in questo caso, chi volesse ottenere lo sconto Tari deve presentare una richiesta.

In apertura dei lavori il consigliere Michele Buonomo ha illustrato all’aula un documento a sostegno delle iniziative a difesa del territorio portate avanti dal Comitato No Triv Sicilia da inoltrare al Presidente della Regione Siciliana


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