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Siracusa, 78enne morta in ospedale: oggi l’autopsia per chiarire i dubbi

Il pubblico ministero ha conferito l'incarico a due consulenti che dovranno chiarire le cause della morte, se tutte le procedure durante il ricovero siano state idonee e se la rottura del femore abbia in qualche modo accelerato o inciso sul decesso.

Si è svolta oggi nei locali dell’obitorio dell’ospedale Umberto I di Siracusa l’autopsia sul corpo di Ida Bottaro, la 78enne deceduta proprio nel nosocomio aretuseo. Nelle scorse settimane i familiari della donna avevano denunciato un presunto caso di malasanità dopo che – portata in ospedale a seguito di complicazioni respiratorie – era rimasta per sei giorni all’interno del Pronto soccorso. E proprio durante la sua degenza, come denunciato dai parenti, la donna sarebbe caduta da un letto (o una barella) procurandosi la rottura del femore.

I parenti della vittima, inoltre, avevano anche denunciato il fatto che nessuno dei medici della struttura ospedaliera si fossero resi conto che la donna fosse affetta da un tumore e non da una polmonite, come inizialmente prospettato. Dal canto proprio l’azienda sanitaria aveva replicato come nella gestione della paziente non si ravvisassero né errori diagnostici né gestionali – aveva detto il direttore del Pronto Soccorso Aulo Di Grande: “è stata seguita pedissequamente la procedura aziendale con utilizzo delle sponde sin dall’accettazione in triage ove è stato opportunamente segnalato il “rischio caduta”. Purtroppo qualunque procedura finalizzata a ridurre il rischio di cadute non le azzera, come documentato dai dati presenti in letteratura”.

Proprio per fugare ogni tipo di dubbio a riguardo il Pm titolare del procedimento, Tommaso Pagano, ha affidato l’incarico a due consulenti, Maria Francesca Berlich e Salvatore Rossitto, che ieri hanno svolto l’autopsia sulla salma della 78enne. Ai due consulenti il Pubblico ministero ha chiesto di chiarire quali siano le cause che abbiano portato al decesso, evidenziando – qualora riscontrati – eventuali profili di negligenza, imprudenza o imperizia da parte del personale medico e sanitario che ha avuto la donna in cura e verificando se tutte le procedure svolte durante il ricovero fossero adeguate rispetto al quadro clinico della Bottaro.

Il magistrato vuole anche sapere se la caduta dal letto dell’anziana, così come denunciato dai parenti, abbia avuto un’incidenza causale nel decesso o lo abbia in qualche modo accelerato in modo significativo. Una serie di accertamenti e analisi che, vista la complessità, dovrebbero essere completati in circa 60 giorni di tempo.


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