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Siracusa, 8 marzo. Lavoro, cultura, molestie e conquiste: riflessioni sulla condizione femminile

L'intervista a Stefania Prestigiacomo e Vera Carasi. Interventi anche dal Pd e dalla Brigata rosa

Oggi, 8 marzo, è la Giornata internazionale della donna. Come ogni anno è un’occasione per aprire riflessioni, su più temi e su più livelli, sulla condizione femminile.  (QUI la nostra intervista a Stefania Prestigiacomo e Vera Carasi).

“Nonostante quello che si pensa, in termini di diritti c’è ancora molto da fare per le donne – spiega Vera Carasi, segretario Cisl – Spesso la donna deve occuparsi dei figli, del marito, dei genitori anziani e questo la limita nella realizzazione del mondo del lavoro perchè al momento non ci sono servizi per darle una mano. Anche nel mondo del lavoro poi c’è il problema che oltre all’applicazione dei contratti spesso l’occupazione diventa un accordo tra le parti in un gioco al ribasso. Voglio dire a tutte le donne di non abbattersi mai e soprattutto di denunciare se sul posto di lavoro ci sono molestie, che sia solo una parola di troppo o una mano allungata”. 

“Sarebbe importante che quest’anno l’8 marzo fosse l’occasione di un impegno concreto per le istituzioni, a tutti i livelli, nei confronti del lavoro e della sicurezza delle donne. La pandemia ha reso i deboli più deboli, i fragili più fragili. – così Stefania Prestigiacomo, parlamentare nazionale di Forza Italia – Il lavoro femminile, meno pagato, più precario, è stato quello che maggiormente ha risentito dei contraccolpi economici della pandemia, aggravati anche dal fatto che il doppio ruolo di lavoratrice e madre ha imposto più impegno a fronte di minori risorse economiche. Inoltre la forzata convivenza domestica ha purtroppo accresciuto gravemente i rischi di violenze familiari con un crudele stillicidio quasi quotidiano di femminicidi, che sembrano una piaga sociale a cui non si riesce a porre freno. In un mondo in cui le donne, le donne italiane, primeggiano in tutti i campi, e anche in questa dolorosa vicenda della pandemia, hanno mostrato di rappresentare eccellenze assolute in campo scientifico, il nostro paese deve mostrare di saper promuovere e difendere l’immenso patrimonio umano, intellettuale che l’universo femminile rappresenta. L’Italia deve essere capace di dare un valore sociale ed economico alla straordinaria funzione di assistenza che le donne svolgono, sommandola ai carichi di lavoro, nell’ambito dei nuclei familiari, soprattutto nei confronti dei bambini e degli anziani. La pandemia, abbiamo sentito tante volte in questi mesi, deve rappresentare l’occasione di una ripartenza. Ecco, facciamo ripartire l’Italia: ripartendo dalle donne.”

E sempre, dal mondo della politica, reazioni e commenti anche da parte di Glenda Raiti, vicesegretaria provinciale del Partito democratico di Siracusa. “Nel Partito Democratico si assiste in queste settimane a un gran dibattito, con le Donne Democratiche che, correttamente hanno alzato la voce dopo la formazione del governo Draghi. – dice Raiti – Una classe dirigente che decide di rinunciare al ruolo attivo delle donne alza inesorabilmente bandiera bianca, non solo dal punto di vista della parità di genere, ma anche della rappresentanza totale nella società e nella qualità del pensiero sociale e politico. Si parla dei rumors, seguiti dalle dimissioni di Zingaretti, che continuo a considerare l’unico vero segretario in grado di tenere unito il partito e di poter guidare la comunità delle democratiche e dei democratici verso la via saggia e responsabile del Paese, di alcune dirigenti donne che dovrebbero prendere la reggenza del partito fino a nuovo congresso. E’ chiaro che rappresenterebbe una bella novità per il PD ma che, al tempo stesso non possiamo considerarlo  il punto di arrivo: bisogna lavorare affinché le aree ridimensionino il proprio abbraccio (che sta diventando asfissiante) nei confronti del partito e che si lavori tutti insieme, alla candidatura unitaria di una segretaria donna, capace, preparata, ambientalista, progressista e con un seguito elettorale non indifferente. La mancanza di coscienza politica nelle questioni di genere colpisce tutte le istituzioni, nessuna esclusa. Basti pensare alla Regione Sicilia che fino a qualche settimana fa presentava una giunta di soli uomini, dopo le dimissioni di Bernadette Grasso e adesso per rimediare all’errore grossolano, il presidente Musumeci ha nominato assessore Daniela Baglieri. Non è questa la parità di genere che deve essere ricercata e auspicata, essa deve essere, al contrario, un percorso virtuoso che deve avere la capacità di rappresentare l’istituzione, in tutte le sue prerogative e con tutta la sua efficacia, non certo un contentino politico. In questi giorni il Pd Siracusano, sta avviando il percorso politico per cui sarà costituita la conferenza provinciale delle donne democratiche come luogo di formazione, di confronto, di elaborazione della visione differente della politica di cui possono essere portatrici le donne. Un lavoro progressista che merita di essere portato avanti, non solo dalle donne di questo partito ma da tutto il gruppo dirigente. Gruppo dirigente che si dimostra da sempre molto attento a questi temi con il PD cittadino che si sta facendo portatore di proposte utili nel rispetto della normativa vigente in materia di parità di genere nelle giunte municipali. Non si può trascurare, infatti, che la giunta comunale di Siracusa, allo stato attuale presenta solamente due donne e che nel rispetto della legge, avrebbe la necessità di incrementare la presenza. Per questo ritengo meritevoli le proposte che il PD della città di Siracusa sta portando avanti e consegnerà al sindaco Italia, dimostrandosi baluardo in favore della presenza delle donne in politica e nelle istituzioni. Il compito della politica oggi più che mai è quello di contrastare il divario retributivo, promuovere occupazione femminile, combattere ogni giorno la violenza sulle donne, contrastare gli stereotipi di genere ma quello che serve principalmente è educare alle differenze e affermare il principio della democrazia paritaria. Per fare questo occorrono politiche autorevoli e risposte credibili. Le bambine di oggi, le donne del futuro, devono avere chiara l’idea che per loro si dovranno aprire scenari lavorativi, manageriali, istituzionali che sono gli stessi degli uomini. La classe dirigente di oggi ha questo come obiettivo primario: dare la possibilità a tutte e tutti di poter raggiungere i risultati per cui si lavora ogni giorno e se oggi, il lavoro delle donne è quello di provare a scardinare sistemi governati solo dagli uomini, domani dovrà essere quello della competizione sana, a parità di strumenti con gli uomini, nel rispetto reciproco e nella consapevolezza che nelle differenze si può trovare il valore aggiunto. Allora l’8 marzo non sarà più il giorno della lotta delle donne ma il ricordo che tutte le battaglie sono state vinte”.

La Brigata rosa, invece, avanza proposte in favore delle donne all’Amministrazione comunale. “Un tema riguarda la sanità territoriale – si legge in una nota – con particolare riferimento alla maternità e paternità responsabili e alla funzione centrale che possono e debbono svolgere i consultori familiari, da troppo tempo privati della loro fondamentale azione di filtro e raccordo tra territorio e ospedale, essenziale quando si tratta di prendersi cura di donne che debbono sottoporsi all’interruzione volontaria di gravidanza. In questa direzione molto possono fare i primi cittadini , singolarmente presi o riuniti nella conferenza dei sindaci, cui è affidata una precisa responsabilità nella programmazione dei servizi sanitari e socio sanitari e nella verifica dei bilanci dell’Asp ,come per altro precisato nell’articolato dell’atto aziendale 2020.

Questa richiesta si collega con l’urgenza di modifiche, di cui per altro è stata inviata all’attenzione una ipotesi di emendamento, da apportare al regolamento comunale di fiscalità, per introdurre norme che tutelino la dignità delle persone e specificatamente delle donne in particolare per quanto attiene la comunicazione pubblicitaria. Della inadeguatezza dello strumento regolamentare si è avuta contezza in città in occasione dell’affissione di un manifesto dell’associazione Pro Vita profondamente lesivo e criminalizzante la scelta delle donne di ricorrere all’aborto nell’ambito delle possibilità offerte da una legge dello stato. Con le modifiche al regolamento di fiscalità Siracusa potrà allinearsi alle numerose amministrazioni locali che da tempo sul punto hanno adottato scelte in linea con norme costituzionali e legislazione nazionale.
Una ultima proposta riguarda la toponomastica cittadina . Anche in questo ambito registriamo un gap rispetto ad altre città che di un aggiornamento in chiave femminile hanno fatto un punto di merito, intitolando vie e piazze a personalità distintesi nella vita cittadina. Sarebbe un vanto per Siracusa invitare la commissione toponomastica del Comune a intitolarne alcune a Laura Di Falco , scrittrice, Iole Assennato, politica, Lisetta Toscano Piccione, volontariato, Mirella Parisini, attrice.”

Inoltre, questa mattina, è stato consegnato un riconoscimento a tutte le operatrici sanitarie e le volontarie Avo dell’ospedale Umberto I. Una iniziativa organizzata dalla Cgil che per l’8 marzo ha inteso legittimare l’importanza del ruolo della donna nella società, nella famiglia, nel lavoro. La consegna dei riconoscimenti (una stampa realizzata dall’artista siracusana Daniela Piazza) è avvenuta all’ingresso del nosocomio di via Testaferrata, alla presenza di una delegazione del personale sanitario impegnato nella lotta al covid e nelle vaccinazioni, nonché del direttore medico presidio ospedaliero Umberto I, Paolo Bordonaro: “Stiamo facendo uno sforzo enorme per accelerare le vaccinazioni, perché strumento per salvaguardare la gente. Nell’arco di qualche mese saremo in grado di ultimare le vaccinazioni per dare finalmente una svolta a questa situazione”. Per la Cgil era presente il segretario generale provinciale, Roberto Alosi: “Quanto fatto oggi ritengo che sia un atto dovuto verso chi ha lavorato in questo ultimo anno con grande abnegazione, grande spirito di solidarietà ed impagabile professionalità”. Presente anche il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, insieme ai segretari Adriana Drago, Franco Nardi ed Enzo Vaccaro. Alla cerimonia presente anche Anna Bruni, una donna di 81 anni che con una sua lettera ha voluto fare presente tutto il valore del personale medico e infermieristico dedicato alle vaccinazioni. Ma la Cgil ha inteso dedicare la Giornata anche alla tutela contro ogni forma di abuso o violenza. “Cari uomini, abbiamo un problema”: questo lo slogan della seconda iniziativa, promossa dai pensionati di Cgil, Cisl e Uil, una petizione contro la violenza di genere, in largo XXV Luglio, dalle 11 in poi. Alle 12, la Cgil si è spostata a Santa Teresa di Longarini, dove all’Opac (azienda che per prima ha aderito all’iniziativa) è stato firmato un protocollo di prevenzione delle molestie sessuali sul posto di lavoro. Con l’accordo, l’impresa agricola si impegna a vigilare su ogni eventuale atteggiamento molesto a connotazione sessuale.

Un’altra iniziativa è stata realizzata, questa mattina, in largo XXV Luglio dal dipartimento pari opportunità, famiglia e valori non negoziabili di Fratelli d’Italia della provincia di Siracusa. Sono state donate, da un piccolo gazebo, alle donne un rametto di mimosa per la ricorrenza dell’otto marzo. L’obiettivo del gesto è stato sensibilizzare la cittadinanza in ordine al fenomeno sempre più diffuso della violenza non solo fisica, ma anche psicologica nei confronti del genere femminile. “Tantissimi i gesti di ammirazione e di stima da parte delle donne siracusane nei confronti della leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che con entusiasmo hanno apprezzato l’omaggio floreale” – si legge in una nota a firma di Fratelli d’Italia.

Federfiori-Confcommercio Siracusa ha invece dato vita, nel fine settimana, all’iniziativa “Raggio di Sole”: consegnate più di 400 gerbere gialle, regalate dal gruppo fioristi alle anziane signore ospiti delle residenze sanitarie del nostro territorio.
La prima consegna è avvenuta sabato mattina nella Rsa Monisgnor Gozzo, dove la direttrice Donatella Piccione, presidente della fondazione Sant’Angela Merici Padre Alfio Li Noce, ha accolto i fioristi, insieme al personale sanitario, per regalare un sorriso ed un fiore alle ospiti della struttura, tra cui una signora centenaria di ben 106 anni, naturalmente già vaccinata, nel pieno rispetto delle precauzioni anti contagio Covid-19.
A questo commovente momento hanno partecipato l’assessore al Commercio Cosimo Burti e l’assessore alla Protezione Civile Sergio Imbrò.
Il presidente provinciale di Siracusa Federfiori Giuseppe Palazzolo ha così commentato con orgoglio la partecipazione all’iniziativa particolarmente sentita: “Oggi è un giorno di festa per noi e per tutti i nonni, i nostri nonni, che sono protetti all’interno di strutture come questa, per superare in sicurezza il particolare difficile momento storico che viviamo”. La commozione ha reso vibrante e intensa l’intera iniziativa in tutti i suoi appuntamenti nelle 13 strutture sanitarie coinvolte. “Questa due giorni emozionante – ha dichiarato il vice presidente vicario della categoria Oreste Annino – ci ha molto impegnati e coinvoli umanamente ripagandoci con il cuore colmo di gioia. Guardare i visi di queste bellissime donne che potrebbero essere tutte “le nostre nonne” è stata un’esperienza bellissima. Talvolta il ricovero nelle RSA può far sentire emarginati dal contesto sociale; oggi invece abbiamo regalato un raggio di sole e, per questa ragione, non lasceremo che questa iniziativa rimanga un episodio isolato ma avrà certamente un seguito con un impegno concreto del nostro sindacato provinciale Fioristi Siracusa”.

Per promuovere la cultura della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, in vista della Giornata internazionale della donna è stato presentato a Roma,“Lavoratrici contro Covid: 8 storie di resilienza per l’8 marzo”, il progetto multimediale che l’Anmil, con il coinvolgimento del ministro per le Disabilità Erika Stefani, la presidente della commissione Lavoro del Senato Susy Matrisciano, la presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Debora Serracchiani e del presidente Inail Franco Bettoni.

La realizzazione del progetto – firmato dal fotoreporter Riccardo Venturi, la videomaker Arianna Massimi e la giornalista Luce Tommasi – è frutto di una proposta della commissione per le Pari opportunità dell’associazione e quest’anno l’Anmil ha voluto rendere omaggio alle donne che hanno continuato a lavorare per contribuire a resistere in questa pandemia, dedicando loro questo progetto in grado di guardare attraverso gli occhi delle 8 protagoniste che lo hanno reso possibile: Rachele Azzarone (neo laureata in medicina e con problemi sulla prosecuzione dei Master universitari a causa del lockdown), Liana Berishvili (medico geriatra ospedaliero, georgiana, oggi trasferita in una residenza pubblica per anziani), Emilia Boi (artigiana, titolare di un laboratorio di pelletteria), Nadia Ciardiello (lavoratrice Ata in una scuola di Anagni che ha contratto il Covid sul posto di lavoro), Elisabetta Ciuffo (lavoratrice in una ASL e si occupa di malati con problemi psichici), Serena Esposito (giovane agente immobiliare), Justyna Putek (cameriera polacca di Irish Pub finita in cassa integrazione) e Dalila Sahnoune (badante italo marocchina di un ragazzo con gravi disabilità, con contratti a tempo determinato).
Le storie emblematiche di queste lavoratrici vogliono rappresentare significato ed i risvolti di una malattia che, nel 2020, stando ai dati Inail relativi ai contagi Covid legati all’attività lavorativa, ha colpito in totale nel nostro Paese 131.000 lavoratori, di cui 91.000 donne (70%) e 40.000 uomini (30%), e ne sono deceduti 423, di cui 71 donne (17%) e 352 uomini.

“A causa della pandemia – dichiara il presidente territoriale Anmil di Siracusa, Matteo La Spina – la condizione delle donne nel mondo del lavoro è fortemente peggiorata, fino a far diventare le lavoratrici le più sacrificabili e sacrificate. Infatti, quando si è trattato di decidere nelle case degli italiani, all’interno della coppia, chi dovesse restare a casa a prendersi cura dei figli e delle persone con disabilità, non ci sono stati dubbi: le donne sono state le prime ad essere scelte per smartworking, cassa integrazione o licenziate non appena possibile. Eppure, proprio le donne ‘predilette’ dal virus Sars Covid-19 nel contagio, sono state quelle che più degli uomini hanno saputo resistergli e superarlo”.
In base ai dati statistici Inail elaborati dall’esperto statistico dell’Anmil Franco D’Amico, la pandemia da Covid ha colpito molto duramente soprattutto il nord del Paese, dove nel 2020 si sono registrati oltre 68.000 infortuni femminili, pari a circa il 75% del totale nazionale (50,2% nel nord-ovest e 24,7% nel nord-est). La regione con il più alto numero di infortuni femminili è in assoluto la Lombardia, con quasi 27.000 casi e quasi il 30% del totale nazionale; seguono in graduatoria le regioni del nord più importanti, sia dal punto di vista demografico che produttivo: Piemonte (15,9%), Veneto (10,3%) ed Emilia Romagna (8,3%); quote significative si registrano anche al centro, in particolare, Toscana (5,8%) e Lazio (5,0%). Poche centinaia di casi con valori percentuali inferiori all’unità si registrano, infine, nelle regioni di minori dimensioni demografiche: Valle d’Aosta (0,6%), Umbria (0,5%), Calabria e Basilicata (0,4% per entrambe) ed ultimo il Molise con 156 infortuni femminili denunciati ed una quota di appena lo 0,2%.

Inoltre, molti uomini, questa mattina, in Largo XXV luglio, per rispondere all’appello lanciato da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil in occasione della giornata internazionale della donna. Un 8 marzo diverso, pensato a livello nazionale per aprire il dibattito proprio nel mondo maschile. La violenza sulle donne non è più soltanto un fenomeno ma, come hanno sottolineato i segretari generale dei pensionati, una vera e propria emergenza sociale.

“Il titolo dato all’iniziativa racchiude il senso di tutto questo – hanno commentato Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino – L’appello è rivolto proprio agli uomini che, oggi più che mai, devono rendersi conto di avere un problema urgente da risolvere. Serve un maggiore coinvolgimento di tutti. Bisogna impegnarsi in famiglia, nei luoghi di lavoro, nella scuola. Questo periodo, numeri alla mano, ha visto un aumento dei casi di violenza. Questo è ormai intollerabile. Tutti gli uomini si pongano seriamente il problema e si adoperino per garantire sicurezza e dignità per la donna. L’impegno di tutti – hanno aggiunto i segretari – è perché si crei una nuova generazione capace di dire no a qualsiasi violenza e discriminazione.”

All’appello hanno aderito le segreterie confederali di Cgil Cisl Uil presenti con i segretari generali Roberto Alosi e Vera Carasi e Severina Corallo in rappresentanza del commissario straordinario Uil Luisella Lionti. A sottoscrivere l’appello nazionale diversi sindaci della provincia, la Consigliera regionale di Parità, l’Assostampa Siracusa, la squadra di pallamano della Teamnetwork Albatro presente con tutti i suoi giocatori questa mattina.  

“Attendiamo che anche altre associazioni e movimenti della società civile ci mettano la faccia – hanno concluso Valeria Tranchina, Vito Polizzi ed Emanuele Sorrentino – Avremmo voluto vederli questa mattina insieme a noi.”

A Floridia, le donne della giunta comunale e tutte le consigliere elette in consiglio comunale, hanno scelto di ricordare la Giornata internazionale dedicata alla donna con la sottoscrizione di un documento condiviso.
“Siamo convinte che non bastino auguri e gesti simbolici, nè manifestazioni o eventi, ma servono da parte delle Istituzioni azioni concrete mirate al raggiungimento di una piena parità. Riteniamo, al di là delle posizioni politiche espresse in consiglio comunale, di firmare un programma trasversale che permetta a tutte di impegnarci in progetti per il raggiungimento della parità di genere”. Dicono le assessore Marieve Paparella e Paola Gozzo, le consigliere comunali Marzia Scalora, Giuseppina Garofalo, Elena Leotta e Barbara Di Mauro.Tra le proposte la prima è quella di dare seguito all’articolo 12 dello statuto comunale e istituire la Commissione Pari Opportunità. Inoltre si propone l’incremento della toponomastica al femminile e di intitolare eventuali spazi e sale istituzionali alla donne che si sono distinte nella storia.
“Ci impegniamo altresì, in sinergia con le associazioni territoriali, ad avviare uno sportello di orientamento e di ascolto che possa dare supporto alle donne per l’inserimento in attività lavorative e di formazione. Desideriamo ringraziare il presidente del consiglio comunale Salvo Pappalardo e il sindaco Marco Carianni per il supporto concreto alle nostre proposte.”

 


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