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Siracusa, “abbandonata in uno sgabuzzino in ospedale con mio figlio neonato, entrambi positivi”: la denuncia

Aulo Di Grande, direttore del Pronto soccorso dell'ospedale Umberto I di Siracusa, getta acqua sul fuoco spiegando che: "sono state rispettate le procedure. La stanza in cui è stata ricoverata la donna è quella riservata per gli isolamenti da Covid"

Sarebbe stata “ricoverata” in uno sgabuzzino dell’ospedale Umberto I di Siracusa, insieme al proprio bambino di 4 mesi, entrambi positivi al Covid. A denunciare questa vicenda è Cristina Piazzese, cognata della protagonista di questa storia che, al momento, a causa del virus, non è riuscita a raccontare tutto al microfono.

Le accuse sono pesanti. Secondo Cristina, la cognata Isenia sarebbe stata in isolamento tra sporcizia e scatoloni senza alcuna assistenza da parte dell’Asp, se non per una visita al bambino e un infermiere che avrebbe si sarebbe occupato del tampone del piccolo. Addirittura, stando sempre al racconto di Cristina, alla donna e a suo figlio non sarebbe arrivato nemmeno il pranzo in circa 12 ore di ricovero.

Dal canto proprio, Aulo Di Grande, direttore del Pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Siracusa, getta acqua sul fuoco spiegando che: “sono state rispettate le procedure. La stanza in cui è stata ricoverata la donna è quella riservata per gli isolamenti da Covid”.

Eppure, le condizioni igieniche del Pronto soccorso “sporco”, almeno dalle immagini mostrate da Cristina, non sembrano adatte ad ospitare alcun paziente. “La pulizia viene garantita – continua il medico –  così come viene garantita la sanificazione”.

Insomma, per l’Asp è tutto ok. Quella che Cristina ci ha mostrato nelle immagini, quindi, è la stanza di isolamento del Pronto soccorso Covid di Siracusa. Scatoloni inclusi.

 

 

 


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