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Siracusa, ai domiciliari per 18 giorni da innocente: dirigente comunale risarcito dallo Stato

Si può considerare, questa, la genesi del Sistema Siracusa, o quanto meno la parte inerente la realizzazione del centro commerciale Fiera del Sud

La Corte d’Appello di Catania ha riconosciuto il diritto all’indennizzo per ingiusta detenzione in favore dell’ingegnere Natale Borgione, capo dell’ufficio tecnico del comune di Siracusa, assistito dall’avvocato Ezechia Paolo Reale, in relazione al suo arresto e alla successiva assoluzione nell’ambito del processo contro i Frontino 10 anni fa. Non si tratta di una cifra cospicua – 2.122,47 euro – ma di un risultato importante dal punto di vista morale. Il dirigente del Comune di Siracusa a ottobre 2010 venne arrestato con l’accusa di tentata concussione nei confronti del gruppo Frontino.

Il gip, che firmò l’ordine di custodia cautelare su richiesta del Pm Maurizio Musco, concesse i domiciliari. Ma già il tribunale del Riesame annullò a ottobre l’ordinanza in questione, disponendo l’immediata rimessione in libertà. Nel frattempo, però, furono 18 lunghi giorni in regime di arresti domiciliari. Ingiustamente, come emerso a seguito della sentenza del Gup del Tribunale di Siracusa a dicembre 2015, quando l’ingegnere venne assolto “perché il fatto non sussiste” per 4 capi di imputazione e “perché il fatto non costituisce reato” da altri 2.

Nel 2018 Borgione ha presentato istanza per ottenere un’equa riparazione per ingiusta detenzione e la Corte d’Appello di Catania la scorsa settimana si è pronunciata in suo favore. Si può considerare, questa, la genesi del Sistema Siracusa, o quanto meno la parte inerente la realizzazione del centro commerciale Fiera del Sud.

Borgione aveva chiesto un risarcimento del danno anche morale e professionale – per via del clamore mediatico e della sospensione dal servizio con successiva sostituzione dall’incarico per un periodo di tempo – ma il tribunale non lo ha ritenuto quantificabile “limitandosi” all’ingiunta privazione della libertà professionale. E sarà il ministero dell’Economia e delle Finanze a doverlo risarcire.


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