La direzione Sicilia dell’Agenzia del Demanio ha lanciato un concorso internazionale di progettazione a procedura aperta in due fasi, in forma anonima, per la realizzazione della Nuova Caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa. Il bando precisa che “qualsiasi appalto di servizi successivo al concorso sarà aggiudicato a uno dei vincitori del concorso”.
Il concorso, gestito interamente in modalità telematica per garantire l’anonimato, richiede ai partecipanti di presentare inizialmente un’idea progettuale e, per i cinque migliori selezionati, di sviluppare un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Il testo specifica i requisiti di partecipazione, le modalità di invio degli elaborati (tecnici e amministrativi), le scadenze e i criteri di valutazione per entrambe le fasi. Vengono inoltre dettagliati gli onorari, i premi per i classificati e le condizioni contrattuali per il vincitore, che si impegna a fornire il progetto esecutivo e, potenzialmente, la direzione dei lavori.
L’iniziativa rientra nel programma “C.A.S.A. del Carabiniere”, mirato al potenziamento infrastrutturale dell’Arma dei Carabinieri, e prevede la sostituzione dell’attuale sede, situata in viale Tica, considerata non adeguata e in regime di locazione passiva, con una nuova struttura più efficiente da realizzare in zona Pizzuta (praticamente di fronte il nuovo comando dei Vigili del Fuoco) in un’area ceduta dal Comune di Siracusa.
La gara mira all’acquisizione di un Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica (PFTE). L’intervento sarà articolato in lotti funzionali indipendenti per consentire una realizzazione flessibile:
Lotto 1: Area esterna attrezzata (viabilità, parcheggi, verde); Lotto 2: Caserma del Comando Provinciale (zone operative, logistiche, servizi); Lotto 3: Autorimessa coperta e officina; Lotto 4: 8 alloggi di servizio e Lotto 5 (opzionale): ulteriori 8 alloggi e distributore carburante (solo Masterplan)
Il costo stimato dei lotti 1–4 è di 9.955.854 euro, mentre per il lotto 5 (quello opzionale) è di 2.146.378,61 euro, entrambi al netto di Iva. Il concorso si articola in due fasi, entrambe anonime e telematiche, per garantire massima trasparenza e parità di condizioni tra i partecipanti.
La fase 1, relativa alla presentazione di un’idea progettuale è aperta a tutti gli operatori economici in possesso dei requisiti generali, la prima fase richiede l’elaborazione di una proposta ideativa chiara, coerente e sostenibile, con particolare attenzione al rapporto tra il progetto e il contesto urbano. I partecipanti dovranno presentare un Masterplan urbanistico che includa anche le quattro particelle comunali limitrofe, da destinare a parcheggi pubblici.
La documentazione tecnica da presentare (nella cosiddetta “Busta Tecnica”) entro le 12:00 del 22 ottobre di quest’anno, include una relazione illustrativa (max 15 pagine), tavole grafiche relative al masterplan, alle scelte progettuali e alla lottizzazione funzionale, con particolare attenzione a criteri di accessibilità, qualità architettonica, sostenibilità ambientale e indipendenza funzionale dei lotti. È inoltre richiesto un book riepilogativo sintetico (massimo 5 pagine).
Parallelamente, nella “Busta Amministrativa”, andranno inseriti i documenti richiesti dalla procedura: istanza di partecipazione, DGUE, patto di integrità, informativa privacy e ricevute di pagamento del contributo Anac di 165 euro e dell’imposta di bollo di 16 euro. Per garantire l’anonimato, la firma digitale sarà applicata solo ai documenti amministrativi e non agli elaborati tecnici.
Al termine della valutazione che in base al cronoprogramma stilato dovrà avvenire entro il 12 dicembre di quest’anno, la Commissione giudicatrice selezionerà le cinque migliori proposte, senza formazione di una graduatoria, ammettendole alla seconda fase.
La seconda fase è riservata ai cinque concorrenti selezionati. Sarà richiesto un approfondimento della proposta iniziale, attraverso lo sviluppo di un progetto di fattibilità tecnica ed economica conforme ai requisiti della committenza pubblica. Gli elaborati comprenderanno: una relazione tecnica e generale, uno schema funzionale del programma, un documento economico di sintesi e un’offerta per la gestione informativa tramite metodologia BIM; tavole grafiche di dettaglio (masterplan, planimetrie, prospetti, sezioni in scala 1:200) e un video rendering di massimo un minuto.
I partecipanti dovranno inoltre costituire un Gruppo di lavoro multidisciplinare (minimo 5 professionisti), tra cui figura un coordinatore con almeno 10 anni di esperienza, progettisti specializzati, esperti in sicurezza, BIM, sostenibilità, acustica, archeologia e paesaggio, oltre a tecnici competenti in materia impiantistica, geologica e ambientale.
Per accedere alla seconda fase, sarà necessario dimostrare anche requisiti speciali di tipo economico-finanziario (fatturato minimo di €599.162,41) e tecnico-professionale, legati alla realizzazione di servizi analoghi negli ultimi dieci anni.
Il concorso prevede un compenso complessivo a base d’asta di 832.484,06 euro, comprensivo del premio per il vincitore, dei rimborsi ai classificati e delle indagini specialistiche integrative.
I premi sono così distribuiti: al vincitore 45.000 euro a titolo di premio cui si sommano 554.162,41 euro per la redazione del PFTE (Progetto di fattibilità tecnico economica e le indagini). Al 2° classificato andranno 35.000 euro, 25 mila al terzo, 20 mila al quarto e 10 mila al quinto
I progetti premiati riceveranno un Certificato di Buona Esecuzione del Servizio, utile per fini curricolari. Il concorso non garantisce affidamenti successivi (come la progettazione esecutiva o la direzione lavori), ma apre la possibilità a future assegnazioni tramite procedura negoziata con ribasso.
Il progetto dovrà rappresentare un modello di architettura istituzionale contemporanea, sobria ma riconoscibile, capace di integrare funzionalità operative, sicurezza, sostenibilità e dialogo con il territorio.
È richiesto l’uso della metodologia BIM in tutte le fasi (rilievo, progettazione, sicurezza), con produzione di modelli digitali interoperabili (formati IFC e nativi) all’interno di un Ambiente di Condivisione dei Dati (ACDat). L’obiettivo è creare un fascicolo digitale dell’immobile, utile alla gestione futura.
Grande importanza sarà data alla sostenibilità ambientale ed energetica, al rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), agli obiettivi ESG, all’utilizzo di materiali durevoli, certificati e a bassa manutenzione, e alla progettazione secondo gli standard NZEB o ZEB.
Infine, l’intervento dovrà rispettare i principi dell’Universal Design per garantire piena accessibilità, oltre a soddisfare tutti i requisiti di sicurezza antincendio e nei luoghi di lavoro
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