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Siracusa, allagamenti alla Fanusa. A 100 giorni dall’alluvione la paura dei residenti: “pronto un dossier, il sindaco ora intervenga”

Il report redatto a giorni dovrebbe essere consegnato all’amministrazione comunale in cui oltre ai problemi – che dovrebbero essere già noti -, vengono messe in campo anche soluzioni. Tecniche ed economiche

Cento giorni dopo quell’alluvione la paura è ancora forte, ma ancora più forte è la voglia di andare avanti e sperare che quanto accaduto lo scorso ottobre non si verifichi più. Per questo Renato Messineo, ingegnere in pensione e componente dell’associazione Tfm (Terrauzza, Fanusa, Milocca) insieme con altri tecnici che da anni risiedono in quelle che comunemente vengono definite “contrade balneari” – un tempo zone vissute solo nel periodo estivo ma che oggi, invece, sono dei veri e propri micro quartieri – si è rimboccato le maniche per cercare di comprendere i motivi che hanno portato a quegli allagamenti e soprattutto le possibili soluzioni.

Uno studio non tanto geologico ma prettamente urbanistico, nel quale è stato ricostruito come – a causa del ripetersi di interventi antropici – siano cambiate le pendenze (delle strade ma non solo) e si siano gradualmente occluse tutte quelle “vie di fuga” che precedentemente venivano percorse dall’acqua, durante e dopo gli eventi atmosferici. Anche importanti. Come il ciclone “Apollo”, che a fine ottobre si era abbattuto su Siracusa. Messineo ricorda però come quello dell’uragano Mediterraneo sia soltanto l’ultimo evento – seppur straordinario – che ha costretto lui e tutti i residenti di quelle zone, a dover fare i conti con l’acqua che lentamente si avvicinava all’ingresso della porta di casa.

“Prima del ciclone Apollo – ricorda – ci fu un evento simile nel 2016. E già in quell’occasione invitai l’allora amministrazione a prendere provvedimenti. Oggi, nonostante il clamore per quanto avvenuto lo scorso ottobre, nulla è cambiato. Ho inviato diverse Pec all’amministrazione comunale e alla Prefettura con la speranza di poter avere un tavolo congiunto per analizzare i danni del passato e mettere in campo soluzioni concrete, ma al momento tutte le mail sono rimaste lettera morta”. Messineo, infatti, insieme con altri due tecnici (tutti componenti dell’associazione Tfm) ha redatto una sorta di report che a giorni dovrebbe essere consegnato all’amministrazione comunale in cui oltre ai problemi – che dovrebbero essere già noti -, vengono messe in campo anche soluzioni. Tecniche ed economiche.

“Noi dal nostro canto – spiega – non vogliamo restare passivi, ma mettiamo in mano all’amministrazione comunale tutte armi per poter ovviare al problema, compreso quello dei soldi. Fino al 15 febbraio, infatti, il Comune può presentare la richiesta di finanziamento per interventi di messa in sicurezza del territorio contro il rischio idrogeologico e in base alla ripartizione prevista, Siracusa potrebbe ottenere fino a 5 milioni di euro. Una somma più che congrua per gli interventi a nostro avviso necessario e che potrebbero, una volta per tutte, farci dormire sonni tranquilli”. Anche nel caso in cui dovesse arrivare un nuovo uragano mediterraneo.


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