Siracusa, annullata la proclamazione di sindaco e Consiglio comunale: tutte le domande che il Tar non chiarisce

Da lunedì potrebbe essere avviato l'iter di nomina di un commissario in attesa di un più che probabile ricorso al Cga da parte del sindaco adesso non proclamato Italia?

Annullata la proclamazione di sindaco e Consiglio comunale di Siracusa, si rivota in 9 sezioni. Una sentenza che crea confusione in città, perché è la prima volta – la seconda in realtà, perché accadde con Gennuso per le Regionali con il Cga che decretò le mini elezioni, poi rivelatesi al centro di un’inchiesta parallela al Sistema Siracusa, ma quella è un’altra storia – che si decide di annullare il voto limitatamente ad alcune sezioni mandando tutto indietro di 18 mesi.

In teoria, ma ancora sono tante le domande e poche le risposte. Da lunedì potrebbe essere avviato l’iter di nomina di un commissario in attesa di un più che probabile ricorso al Cga da parte del sindaco adesso non proclamato Italia? Oppure, impugnato l’atto, si attende l’esito dell’eventuale sospensiva del Cga e quindi del successivo giudizio di merito? Anche perché, sempre in teoria, il sindaco al momento non potrebbe neanche dimettersi qualora lo volesse, non essendo più valida la proclamazione.

Il Tar non tiene conto dello scioglimento del Consiglio comunale dopo la votazione negativa del bilancio consuntivo 2018, quindi a questo punto (annullando la proclamazione) sospende la procedura avviata con la nomina del commissario e rimette in gioco il Consiglio con un nuovo assetto? Tutti gli atti del Consiglio – la cui proclamazione è stata annullata – sono validi? Stesso discorso per gli atti di Giunta, per le gare e per le ordinanze sindacali.

E poi, dopo il primo turno, qualora dovesse confermarsi il voto di un anno e mezzo fa, si dovrebbe rivotare al ballottaggio? Sì, sempre in teoria, perché tornano in corsa tutti i candidati a sindaco. E dietro Italia ci sono Russoniello (M5S) e Moschella (Pd) che potenzialmente potrebbero provare a contendere il secondo turno a Reale. Che, se invece dovesse vincere al primo turno, avrebbe a questo punto con sé un nuovo (o confermato, anche parzialmente) Consiglio comunale.

È plausibile, infatti, che tra alcuni mesi (se non anni, qualora il Cga dovesse confermare la sentenza di primo grado), i siracusani residenti (quando? prima o dopo del 2018) nelle strade in cui rientrano le 9 sezioni, dovranno votare nuovamente gli stessi candidati di 18 mesi fa. C’è tanta, tanta confusione. Che il Tar non chiarisce. Anzi. Sarebbe stato meglio se avesse deciso di annullare (come richiesto da Reale) o non annullare le elezioni.

 

Luca Signorelli e Giulio Perotti


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