“Toccare con le proprie mani le ferite del corpo di Cristo significa farsi carico personalmente dei bisogni del prossimo sofferente. E’ anche questo lo specifico della vostra missione. I Diaconi, inizialmente, sono stati voluti dagli Apostoli per il servizio delle mense, per assicurare ai fratelli bisognosi della comunità l’accoglienza fraterna e l’assistenza amorevole, frutto della carità. Ancora oggi, voi Diaconi, attenti alle nuove povertà, avete questo specifico compito in seno alla comunità cristiana: siete chiamati ad essere i primi testimoni della carità di Cristo e, con il vostro esempio e la vostra solerzia,dovete suscitare negli altri membri della comunità questa attenzione amorevole verso chiunque versa in situazioni di povertà”.
Così l’Arcivescovo Mons. Salvatore Pappalardo nel corso dell’Ordinazione di quattro diaconi
permanenti nella chiesa Cattedrale. Si tratta di Giuseppe Di Natale della parrocchia Santa Lucia di Floridia, Angelo Di Raimondo della parrocchia Immacolata di Siracusa, Antonio Malfitano della
chiesa Santa Lucia di Augusta e Salvatore Ossino della Chiesa Madre di Lentini, che si aggiungono ai sedici che già prestano il loro servizio in Diocesi.
“Carissimi Angelo, Antonio, Giuseppe e Salvatore – ha detto l’Arcivescovo – come l’apostolo Tommaso, ognuno di noi deve poter ripetere a Cristo l’espressione convinta del cuore e della mente: «Mio Signore e mio Dio!». Questa professione di fede è richiesta anzitutto ai ministri del Vangelo. E voi,con la sacra Ordinazione al Diaconato, venite associati al ministero apostolicodi annunciare a tutto il mondo il Vangelo di Gesù ed esserne testimoni. A ciascuno di voi, immediatamente dopo l’imposizione delle mani e la preghiera di Ordinazione, come segno del mandato specifico del vostro ministero, consegnerò il libro dei Vangeli, dicendo: «Ricevi il Vangelo di Cristo, del qualesei divenuto l’annunziatore: credi sempre ciò che proclami, insegna ciò che hai appreso nella fede, vivi ciò che insegni».
Con queste parole del Rituale viene tracciata una via di spiritualità propria del Diacono: la gioia e la
responsabilità dell’annuncio del Vangelo devono accompagnarsi sempre nella vita del Diacono con l’impegno della testimonianza di una vita buona, informata dagli insegnamenti contenuti nella Parola annunciata. Voi, carissimi Diaconi, proclamerete il santo Vangelo in chiesa nelle azioni liturgiche, ma anche nelle vostre case e negli ambienti di lavoro. Il vostro tenore di vita, che vi vede pienamente e responsabilmente inseriti nella famiglia e nelle varie strutture della società, vi permette di annunciare in
maniera molto spontanea e più adeguata alle loro situazioni di vita il Vangelo della speranza ai vostri familiari e colleghi di lavoro.
Gesù Risorto invita Tommaso a toccare con le sue mani le ferite impresse dai chiodi e dalla lancia nel suo corpo glorioso: «Metti qui il tuo dito e guarda lemie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Mi pare particolarmente emblematica questa icona: voi,
carissimi Diaconi, proprio perché conformati sacramentalmente a Gesù Cristo-Servo, siete invitati a toccare con le vostre mani il corpo del Signore segnato ancora dalle sofferenze di tutti coloro che hanno il cuore “spezzato” a motivo delle varie povertà e afflizioni, fisiche o morali, che rendono amara la loro esistenza terrena e incerta la loro speranza nella vita eterna.
Esercitate dunque il ministero che stasera vi viene affidato dedicandovi con tutte le vostre forze all’annuncio del Vangelo e alla testimonianza della Carità. Nella preghiera di Ordinazione, la Chiesa invoca su di voi lo Spirito Santo chevi fortifichi con i sette doni della sua grazia perché «siate sinceri
nella carità,premurosi verso i poveri e i deboli, umili nel loro servizio, retti e puri di cuore,vigilanti e fedeli nello spirito».
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