Archimede sembra essere il figlio dimenticato della sua citta natale. Lo scienziato più importante che sia mai vissuto sembra essere “evanescente” a Siracusa.
Si è parlato molto di una Domus Archimedea, di un museo che raccolga i suoi lavori e la ricostruzione delle macchine, ma nulla fino ad oggi è stato compiuto.
Eppure se in questo luogo si perde la memoria, la tradizione scientifica europea ha un debito fondante verso il lavoro di Archimede. Già Galileo Galilei nel 1638, nel pubblicare i “Discorsi intorno a due nuove scienze” (statica e dinamica), prendeva a prestito dal matematico siracusano i concetti di “centri di gravità e di legge dell’equilibrio” per la statica e per la dinamica, utilizzava l’approssimazione di curva e le proposizioni di tempi e moti.
Parole difficili per chi non ha molta confidenza con questa scienza ma i “competenti “sanno che sono il fondamento della rivoluzione scientifica. Leibniz, Cartesio, Newton, apprendono dalle intuizioni di Archimede i fondamenti della matematica dell’infinito (o calcolo infinitesimale) e l’applicazione dei modelli matematici al mondo fisico, mediante il quale Newton stesso riuscì a decifrare il comportamento dei pianeti.
La città, che pur mostra sensibilità verso scrittori come Elio Vittorini, al quale dedica da moltissimi anni un premio letterario sempre più importante per partecipazione e riscontro mediatico, sembra riservare un trattamento diverso nel ricordo di Archimede.
Non è giunto il tempo di rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare per ricostruire a Siracusa l’identita del suo figlio piu’ illustre??
Continua domenica prossima…….
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